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Libertà di stampa? No, Minzolini non può parlare

Pubblicato da Massimo Pandolfi Sab, 03/10/2009 - 21:44

Santoro, Fazio, la Dandini, il Tg3, Floris, i Guzzanti vari (potrei andare avanti all'infinito) fanno i loro porci comodi in tivù dalla mattina alla sera e per il centrosinistra devono ovviamente continuare a fare i loro porci comodi, altrimenti è in pericolo la libertà di stampa. Se il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, si permette invece di andare in onda nel tg delle 20 per neanche tre minuti e dire la sua sulla assurda (per lui e anche per me) manifestazione di oggi per la libertà di stampa a Roma, beh, apriti cielo. Minzolini ha parlato da un'ora circa e gli esponenti del centrosinista si sono già scatenati. Domani nei giornali ne leggeremo delle belle.

Ma cosa ha detto Minzolini di così tanto grave? Nulla. Ha semplicemente riempito il suo editoriale di tante ovvietà, che però faticano sempre ad emergere perchè sommerse dalle bugie dell'informazione politicizzata e militarizzata del sindacato unico del giornalisti. Per il direttore del Tg1 'Negli ultimi dieci anni, ci sono state ben 430 querele di politici contro giornali, il 68% presentate da esponenti del centrosinistra. Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle due querele di Berlusconi?'. Ha proseguito Minzolini: 'Vediamo poi quello che succede all'estero. Nel 2004, Tony Blair dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc, che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Iraq. Non si può pensare che i giornali abbiano sempre ragione. La difesa corporativa non fa bene all'autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell'informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico'.

 Aggiungo io: una delle star della manifestazione di oggi a Roma è stato Antonio Di Pietro, che è diventato ricco grazie alle 300e  più querele fatte contro i giornalisti.

Vi riporto di seguito la prima dichiarazione di un esponente del centrosinistra, pescata dall'Ansa, l'incorreggibile Rosi Bindi:  ''Il direttore del Tg1 ha perso occasione per riscattare il pessimo esempio di informazione del servizio pubblico di cui ha dato prova in questi mesi. Se qualcuno aveva dei dubbi sui rischi che corrono il diritto di cronaca e la liberta' d'informazione in questo paese, l'editoriale di questa sera li ha trasformati in certezze. La Commissione di Vigilanza Rai batta un colpo''.

Ecco, Minzolini non può parlare, non è un suo diritto. Va censurato. Santoro no, può 'andare a puttane' tutti i giovedì sera e guai se qualcuno osa dirgli che sta esagerando: è un attentato ala libertà. Certi giornalisti, certa opposizione è come il bambino che va al campetto e vuole giocare, fare l'arbitro e tenersi sempre il pallone, 'perchè il pallone è solo mio'. 

Ormai siamo alle comiche.

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