La politica in Emilia Romagna? Un ufficio di collocamento
Da il Resto del Carlino di martedì 15 marzo 2011: intervista al consigliere regionale dell'Emilia Romagna del Movimento Cinque Stelle Giovanni Favia, il più giovane della regione. Dichiarazioni di fuoco che fra l'altro hanno scatenato parecchie reazioni. Ecco la mia intervista
Caro consigliere ‘grillino’ Giovanni Favia; lei — 30 anni appena compiuti — è il più giovane dei 63 ‘papaveri’ della Regione Emilia Romagna. Servono davvero facce nuove nella politica?«Eccome se servono! Anzi, lancio un’idea: in Italia va tanto di moda parlare di quote rosa, io dico che bisogna cominciare a ragionare anche sulle quote giovani».Prima in Comune a Bologna, ora in Regione: in questi tre anni ha trovato qualcosa che le piace nella ‘stanza dei bottoni’?«Nulla di nulla. È come vivere in un ufficio di collocamento per mediocri e opportunisti. Gente sganciata dal mondo reale. Gente incompetente».Chissà come saranno contenti di queste parole i suoi compagni di banco di via Aldo Moro...«Guardi, tanto sono già considerato lo ‘sfigato’ della compagnia. Sono tutti uguali, non vogliono perdere i loro privilegi, Sinistra o Destra che sia».A proposito di destra e sinistra: prima di essere stregato da Beppe Grillo, lei per chi votava?«Non votavo, ero disgustato dal modo di fare politica».Per lei fare politica è...?«Battersi per il nostro futuro, avere idee, mettere al centro di tutto la conoscenza, non l’ideologia. Un servizio civile».Niente di tutto questo in Regione?«Niente. Se io una mattina devo affrontare una commissione nella quale si discute dell’argomento X, studio fino alle 4 del mattino per aggiornarmi, capire, conoscere».I suoi colleghi no?«Loro la notte dormono e in commissione stanno zitti. Spesso neanche ascoltano. Leggono il giornale. Parlano al cellulare. Sono anche maleducati. E poi dicono che siamo noi gli indisciplinati».Voi ’grillini’ avete una fissazione: dieci anni al massimo di politica e poi a casa. Giusto?«Esatto».Ma se uno lavora benissimo in quei dieci anni perchè non può continuare?«Le rispondo con un esempio: Vasco Errani».Addirittura il capo dei capi...«Sì. E’ stanco morto, si vede lontano un miglio. E lo capisco: neppure io fra dieci anni avrei l’energia vitale di oggi. Errani è lo zar da 15 anni, ha un modo di pensare vecchio. Resta comunque il meno peggio del Pd in Emilia Romagna».Le piace Renzi, il suo quasi coetaneo sindaco di Firenze che vuole rottamare tutti?«Insomma...».Cioè?«Dice belle cose, non sempre le fa. Mi sembra un gioco di potere all’interno del Pd».Il pupillo di Renzi, in Emilia Romagna, è Matteo Richetti, presidente del Consiglio Regionale. «Richetti ha un ruolo istituzionale, il suo lavoro lo svolge bene, rispetto agli altri va un millimetro avanti, segue anche le nostre battaglie. Magari lo fa per motivi di immagine, però almeno ci prova».Prendete troppi soldi in Regione?«Assolutamente sì. Noi del Movimento Cinque Stelle ci siamo ridotti lo stipendio. Teniamo 2.500 euro più i rimborsi spese, il resto serve per scopi pubblici».Il resto quant’è?«In questi quasi due anni di Regione, la mia busta paga più bassa è stata di 7mila e 200 euro in un mese, la più alta di 9mila e 800 euro. I miei colleghi prendono anche di più».Senta, ma lei fra otto anni cosa farà?«Io per fare politica ho messo a rischio il sogno della mia vita».Che sarebbe?«Il cinema. Sono direttore della fotografia e regista, ho vinto anche dei festival. So che mi sto giocando degli anni chiave. Vedremo».Voi vi lodate dicendo che anticipate spesso i tempi. La provoco: ci dica cosa succederà fra vent’anni in Italia.«La scienza e la tecnologia cambieranno la politica. Mi vien da ridere quando sento parlare di mega infrastrutture, strade, eccetera. Con il teletrasporto, il bisogno di mobilità si ridurra del 70-80%. Solo che i nostri politici non capiscono nulla di queste cose, si affannano a pagare consulenze per entrare nella ‘rete’ ma continuano a non saperla usare. Noi la conosciamo perchè ci siamo nati».
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