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Droga party e nuovi incubi

Pubblicato da Massimo Pandolfi Mar, 29/11/2011 - 12:16

Da Il Resto del Carlino di martedì 29 novembre. Un mio commento 

HA COMPIUTO 18 anni pochi giorni fa. Dicono che abbia voluto festeggiare in disco, con gli amici. Dicono che sia di buona famiglia. Dicono che si sia impasticcato troppo. Si dicono sempre tante cose, forse troppe. Di questa brutta storia, purtroppo, c’è solo una certezza: un ragazzo, quel ragazzo, lotta contro la morte all’ospedale di Riccione.E’ in coma. Sta combattendo contro un nemico malefico: l’Mdma, principio attivo dell’ecstasy. Costa poco (20, 25 euro al grammo), i giovanissimi che ogni tanto sballano ne vanno pazzi, ultimamente ne è arrivato un mega carico in Romagna e le forze dell’ordine sono preoccupate. Spesso l’Mdma viene utilizzato anche per darsi un vero o presunto vigore sessuale.Speriamo che ce la faccia questo ragazzo, ma ha rischiato di morire, forse sta tuttora rischiando di morire. Eppure ci dicono che in generale si muore meno di droga, ed in parte è vero, per carità. Ma è vero solo a metà. Come è vero a metà la versione ufficiale che ci hanno raccontato in pompa magna qualche tempo fa e cioè: si consuma meno droga in Italia.No, ne gira ancora a fiumi di ‘roba’. Solo che una volta la droga si chiamava cocaina, eroina ed ecstasy. Poi stop. E se ti facevi un’overdose di eroina ci lasciavi le penne nove volte su dieci. Il pericolo era chiaro. Lampante. La morte dietro l’angolo. Oggi è tutto più confuso. Sono nate le droghe di confine, che nascono e prolificano in una zona grigia, fra legalità e illegalità. Ce ne sono centinaia di queste sostanze. In rete, su internet, si trova di tutto. E i genitori dovrebbero cominciare a preoccuparsi più del postino che suona alla porta con un pacco piuttosto che delle compagnie, buone o cattive, che frequenta il loro figlio al bar. Oggi nove volte su dieci collassi e poi ti riprendi, magari non passi neppure dal pronto soccorso. Ma i segni restano. Rischi di cominciare a morire dentro, poco alla volta. Ti svuoti, perdi i valori, lavori male e peggio, non reggi una relazione sentimentale, magari ti ammali di Alzheimer a 45 anni e non più ad 80. Il cervello si brucia e non lo recuperi più. Ecco, fra vent’anni rischiamo di avere una generazione così. Bruciata.

www.massimopandolfi.it

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