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Cristina Magrini, la politica di Bologna si è svegliata

Pubblicato da Massimo Pandolfi Sab, 29/10/2011 - 12:42

Per Cristina Magrini qualcosa si muove. Molto si muove. Dopo il mio articolo-appello pubblicato sul Carlino (e anche su questo blog) e rivolto ai politici bolognesi, assenti e indefferenti di fronte alla richiesta di cittadinanza onoraria per questa donna da 30 anni in stato di minima coscienza, il Pdl finalmente si è svegliato. Il capogruppo in consiglio comunale Lisei ha spiegato al nostro giornale che presenterà un ordine del giorno per andare a votare la cittadinanza onoraria e a quel punto ci si conterà e se qualcuno dovesse dimostrarsi insensibile a questa causa e votare contro, beh, se ne assumerà la sua responsabilità. Molto bello anche l'intervento che ci ha inviato un altro consigliere comunale di Bologna, Valentina Castaldini, e che qui di seguito pubblico.

www.massimopandolfi.it   .

 

di Valentina Castaldini.

Diamo al Carlino quel che è del Carlino. Massimo Pandolfi ci ha lanciato un segnale sacrosanto, strappandoci fuori da una grave distrazione. Nel turbinio delle cose spesso solo apparentemente importanti che affliggono i consiglieri comunali, stavamo per non accorgerci di una occasione straordinaria e di un fatto elementare di giustizia da affrontare. Cristina Magrini e suo padre. Grazie, Pandolfi.  Sono rimasta colpita dalle parole straordinarie del padre di Cristina. Mi sono resa improvvisamente conto, uscendo dall'attivisimo quotidiano, che è lo stesso suo sguardo e la sua capacità di giudizio che voglio avere nei confronti dei miei figli. Così capisco meglio, vedendo lo straordinario amore che un padre così ha verso sua figlia,  che il mio personale e più autentico desiderioè che i nostri figli, tutti i figli di questa città, non restino soli, soprattutto se nel bisogno drammatico. Perciò "touché", caro Pandolfi, per l'affondo legittimo alla distrazione: non posso non rispondere all'appello lanciato. Sono certa che tutto il Consiglio Comunale e il nostro Sindaco daranno la cittadinanza onoraria a Cristina perché sono certa del fatto che, aldilà delle nostre appartenenze politiche, c'è qualcosa di più grande e profondo che ci muove, la stessa cosa che non ci può far stare tranquilli e che ci fa chiedere: cosa ne sarà di lei una volta che Romano non ci sarà più. Non abbiamo tutte le risposte agli infiniti bisogni che bussano alle porte della nostra amministrazione. Ma abbiamo una responsabilità: almeno provarci e non distrarci, ogni giorno. Grazie a chi ha rotto questo silenzio e grazie a quella famiglia  che è per tutti noi segno tangibile di speranza. Quella speranza che può rimettere in moto Bologna.   

 

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