Addio a Buzzi, genio incompreso e gentiluomo

Nella foto di Daniele Calisesi, il dottor Silvio Buzzi
Stamattina mi sono svegliato con un magone grande così. Un caro amico, Daniele, mi ha comunicato nella notte (riporto il testo integrale del messaggio) che 'Silvio Buzzi è volato in cielo. Una preghiera per lui e per tutta la sua famiglia. Grazie'.
Ho avuto l'onore di conoscere Silvio Buzzi, un medico, un ricercatore, uno scienziato, ma prima ancora un gentiluomo. Ravennate, aveva 79 anni e, ha trascorso la sua vita nei laboratori medici: fino a un mese fa, quando gli hanno scoperto (ironia del destino) un male, un tumore, proprio uno di quei tumori che lui per 40 anni ha cercato di contrastare. Il male era in stato avanzatissimo, perchè il dottor Buzzi pensava a curare gli altri, e magari trascurava se stesso. Non c'è stato nulla da fare.
Non è stato capito in Italia Silvio Buzzi. In Giappone stanno sperimentando da più di un anno, con straordinari risultati, la sua terapia contro i tumori che lui non ha mai spacciato come cura miracolosa o chissà cosa, ma come una delle possibili soluzioni. Lo hanno capito all'estero, non nel nostro Paese dove le sperimentazioni sono andate avanti ai ritmi delle burocrazie, messe in mano a persone che non conoscevano nulla degli studi di Buzzi e quindi dimenticate.
Era un gentiluono, vi dicevo. Le volte che l'ho incontrato non ha mai voluto CALCARE LA MANO con le polemiche con il suo Paese. FRENAVA. E non ha voluto neppure speculare sugli eccellenti risultati delle sue ricerche. Mai hA voluto che si raccontassero i prodigi delle cure effettuate su persone (anche bambini) che sembravano spacciati. Eppure aveva le cartelle cliniche lì, al suo fianco, gli bastava aprirle. Non lo ha fatto. Voleva che tutto seguisse l'iter regolare, come negli ultimi due anni voleva che tutto seguisse l'iter regolare anche per la nuova scoperta che aveva fatto: la sua cura puO' probabilmente aiutare anche contro ictus e infarti. Spero che i suoi figli riescano a portare fino in fondo il suo lavoro e spero che finalmente anche l'Italia si accorga di questo suo lavoro (beninteso, gratuito: non ha mai brevettato nulla).
Lo lascio con un ricordo splendido in fondo al cuore e mi spiace da matti non averlo potuto salutare per l'ultima volta, da vivo: non sapevo che era agli sgoccioli. SO CHE AD OTTOBRE AVREBBE DOVUTO RICEVERE UN IMPORTANTE PREMIO (FINALMENTE!) DALLA SUA RAVENNA PER LO STRAORDINARIO ESITO DELLA SPERIMENTAZIONE IN GIAPPONE. E MI AUGURO CHE AI SUOI FUNERALI CI SIANO ANCHE I PEZZI GROSSI DI RAVENNA, PERCHé IL DOTTOR SILVIO BUZZI E' STATO UN GRANDE RAVENNATE. E IL SINDACO, FABRIZIO MATTEUCCI, SI PRESENTI CON LA FASCIA TRICOLORE, IN SEGNO DI RISPETTO A NOME DELLA CITTA', CHE GLI DEVE MOLTO E CHE HA FATTO ASSAI POCO PER LUI.
DI seguito pubblico un'intervista che pubblicai con BUZZI nel maggio del 2007, su Il Resto del Carlino
Sono arrivati i giapponesi. Pagati dal governo nipponico, quattro scienziati hanno trascorso due giorni in Romagna, a casa del medico ravennate Silvio Buzzi, per capire direttamente dall’inventore del Crm197 (un possibile antidoto al cancro) tutti i segreti di questa sostanza. Dall’autunno, in Giappone, comincerà la sperimentazione ufficiale su 18 donne. In Italia invece è caos. Il via alla sperimentazione era stato dato un anno fa, ma fra protocolli sbagliati, incertezze e dubbi, siamo ancora al punto di partenza. Nel frattempo però sono già partiti diversi esposti alla magistratura, da più parti d’Italia: sono firmati da pazienti malati di cancro, e dai loro familiari, che vorebbero provare anche questa sostanza prima di arrendersi, ma la legge nonglielo consente. La polemica si è scatenata anche sul web, sull’agguerritissimo sito www.crm197.it . Il caso si sta gonfiando. Noi siamo andati a trovarenel suo piccolo studio, alla periferia nord di Ravenna, questo settantasettenne medico che rischia di diventare il nuovo Di Bella.
Partiamo dai numeri, così ci capiamo meglio. Lei ha provato la sua cura anti-cancro su 1200 pazienti. Con che risultati, dottor Buzzi?«Nel 30% dei casi si è avuta una significativa diminuzione del tumore».Sia più chiaro…«Riduzione che va da 50% fino alla completa guarigione».Silvio Buzzi si ferma qui. Anzi,non avrebbe neanche voluto arrivarci sin qui. Eppure il suo tavolo è pieno zeppo di cartelle mediche che confermano. Perché non le mostra?«Perché lei ci scriverebbe articoli su articoli e mi chiamerebbero centinaia di persone che lottano contro il male e contro il tempo e che io non potrei aiutare. E’ mortificante. Faccio il medico da una vita, ma non sono riuscito ancora a fare il callo alla disperazione della gente».Da un anno, però, il Ministero della Salute ha dato l’ok alla sperimentazione del suo Crm 197, la molecola che secondo lei attacca e sconfigge il cancro. Cos’è successo in questi 12 mesi?«Praticamente nulla. Si doveva avviare la sperimentazione ad Empoli, ma siamo fermi»E perché, secondo lei? «Vuole davvero sapere quello che penso?».Sì.«Non ci crede nessuno a questa sperimentazione. Forse mi ritengono un mezzo matto».Lei si butta giù.«Mi consola una cosa: nel mondo mi credono. I luminari giapponesi sono venuti sin qui a spese del governo e si sono presentati così: "Veniamo da lei per imparare"».E’ vero che lei non ha mai brevettato nulla?«Vero».E perché?«Perché non mi sembra etico speculare sul cancro. Non mi sono mai fatto pagare neanche dai pazienti. E dal 2003 sono bloccato: non mi danno più il Crm 197».Ci spiega con due parole facili-facili come funziona il Crm 197?«Metta di vedere una mosca sul muro: lei decide di ucciderla con una martellata. Così distrugge la mosca,ma butta giù anche un pezzo di muro. La mosca è il Crm 197, il martello è il sistema immunitario, il muro è il tumore».Chiaro ed efficace: ma come ce lo dimostra?«Da 30 anni con le pubblicazioni su riviste specializzate. E anche su Lancet, che è la Cassazione dei clinici. Verificano e scrivono»Ma a Roma cosa fanno?«Un mese fa mi hanno chiamato».Motivo?«Sgridarmi».Ci racconti....«L’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, si è lamentata con il sottoscritto perché è nato un sito internet, creato da malati, e parenti di malati di cancro».I ministri, i politici, gli amministratori locali cosa fanno?«Ho conosciuto Storace, un anno e mezzo fa. Con gli altri non ho mai parlato. Né ministri, nè politici, né nulla. L’assessore regionale alla sanità? Mai visto. Il sindaco della mia Ravenna? Si chiama Matteucci, ma non lo conosco».Avanti così lei diventerà davvero il nuovo caso Di Bella…«Secondo me Di Bella era in assoluta buonafede e dei benefici la sua cura li dava. Forse ha avuto due torti. Uno: non ha mai scritto nulla, e mi riferisco a pubblicazioni scientifiche. Due: con la sua miscela di farmaci, si rischiava di non riuscire sempre a capire quale fosse quello decisivo».Il Crm 197 è più semplice.«Sì, e gliene racconto un’altra. In questo mese usciranno sulla rivista scientifica inglese Therapy i risultati di una evoluzione di questa mia scoperta».Quale?«Il recettore-calamita che aggancia il Crm 197 sul tumore, è presente pure sulle placche che incrostano le arterie e provocano ictus e infarti».Non vorrà dirci che…«Sì, e sono stato uno sciocco a non pensarci prima. Nel 1998 curai un mio vecchio compagno delle elementari che si presentò da me con un diffuso tumore polmonare, non operabile. Gli somministrai il Crm 197. Visse altri due anni. E sparì o quasi l’incrostazione che aveva alla placca e che gli aveva ristrettola carotide. L’esperimento è stato provato su altre tre persone».L’esito?«Dal 68% di occlusione da placche, si arrivò al 5%».Il Crm 197 sconfigge il cancro e adesso anche ictus e infarti: non le crederanno mai...«Peggio. Diranno che sono matto del tutto. Ma è la strada giusta: i miei figli vedranno i frutti».
Commenta questo intervento
ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.
