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A cena non si può parlare di Mussolini...

Pubblicato da Massimo Pandolfi Lun, 08/03/2010 - 09:10

Nella mia Romagna, in questi giorni, si è scatenata una curiosa polemica, che ha avuto eco anche in qualche mass media nazionale. A Casa Artusi di Forlimpopoli (creata per onorare la figura di Pellegrino Artusi, re della cucina) sono partite una serie di serate, intitolate 'I lunedì di casa Artusi' (si tratta di un ciclo di cene a tema per la promozione dei prodotti enogastronomici del territorio nella cucina di casa, organizzato dall'associazione Romagna Terra del Sangiovese e dal Centro di cultura gasttonomica Casa Artusi). Fin qui nulla di speciale. Il fatto, o il guaio, è però che ognuna di queste serate è dedicata a un personaggio (si legge nel sito dell'associazione) della storia di Romagna: da Pellegrino Artusi a Giovanni Pascoli, da Federico Fellini a Caterina Sforza, da Aldo Spallicci a Secondo Casadei, dal Passatore a Giulio Cesare e a Benito Mussolini.E qui casca l'asino. Attorno all'idea di intitolare una serata a Benito Mussolini si è scatenato un pandemonio. La Sinistra estrema ha attaccato  a testa bassa e nel suo mirino c'è finita in fondo la Sinistra, padrona indiscussa di casa Artusi (il presidente è l'ex sindaco di Cesena, Pd, Giordano Conti, la vice esecutiva è Laila Tentoni, moglie dell'ex sindaco di Forlimpopoli, Pd, Maurizio Castagnoli). Mauruzio Viroli, sinistroide e uomo dell'intillegenthia chic, forlimpopolese come me, ha scritto a mari e a monti, su La Stampa e su La Repubblica, insinuando addirittura il sospetto che l'iniziativa - una cena! - nasconda in realtà un 'apologia di reato. Già: per Viroli non si può parlare di Mussolini.E' il solito vizietto della Sinistra. Qui non si tratta di celebrare Mussolini, ma di riconoscere che in fondo il Duce è esistito, era romagnolo e quindi fa parte della storia del mondo, non solo della Romagna. Se ne può almeno parlare, magari malissimo?No: censura. Mussolini non può andare neanche a tavola. La censura con la quale la Sinistra nascondeva una volta i peccati della sua parte politica (io sono ancora arrabbiato perchè a scuola, negli anni Ottanta, non mi hanno insegnato che Stalin era come Hitler e Mussolini e forse anche peggio e che c'erano i gulag e che anche in Cina, oggi, ci sono i lager moderni), ora vuole riservarla a Mussolini. Lo sdegno politico di Viroli mi sembra decisamente fuori luogo, fuori epoca. Più originale  magari è stato Vittorio Emiliani che in una simpatica lettera su Repubblica ha criticato l'iniziativa se non altro perchè il Duce, a tavola, era un disastro.  A Viroli vorrei ricordate che anch'io abito a Forlimpopoli (come lui). Non frequento certi salotti chic e non insegno in America, però quando vado a fare la spesa al Conad passo sempre davanti a via Ho Chi Minh. Ecco, caro Viroli, a me da più fastidio passare tutte le settimane da quella via celebrativa più che sapere che a cento metri da casa mia, a casa Artusi, nel corso di una innocua cena si parlerà di un personaggio che ha fatto la storia di Romagna, cioè Benito Mussolini.

 

www.massimopandolfi.it

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