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Arbitri, un disastro senza fine

Pubblicato da Simone Nozzoli Dom, 03/02/2008 - 20:57

di Luca Frati

Forti con i deboli, deboli con i forti: una massima che non passa mai di moda, soprattutto fra gli arbitri.
L’Inter, la squadra che dal punto di vista tecnico è indiscutibilmente dieci spanne sopra le altre, non avrebbe bisogno di «aiutini» per rivincere lo scudetto, eppure gli arbitri — almeno nelle ultime giornate — hanno fischiato a senso unico. Dopo i clamorosi regali che le erano stati «donati» da Gervasoni (censurato da Collina) contro il Parma, ieri per i campioni è arrivato l’inopportuno bis. Artefice del nuovo cadeaux, uno degli emergenti del gruppo, il parrucchiere per signora Paolo Tagliavento, nominato frettolosamente un anno fa internazionale e giudicato in questo momento uno dei maggiormente affidabili dal «capo». ""
Ma a San Siro, mentre Inter-Empoli erano sullo 0-0, Tagliavento (per amor di giustizia mal assistito dall’assistente) ha fischiato un rigore dopo che un tiro di Stankovic era stato respinto con la testa, e non con la mano, dall’empolese Vannucchi. Gli errori fanno parte del gioco, lui comunque era mal piazzato, ma quando favoriscono sempre i soliti noti è comprensibile che contribuiscano ad aumentare i sospetti e alimentare le polemiche. Mancini, che aveva deciso di interrompere ieri un silenzio stampa imposto proprio come irata contromossa alle critiche dopo le contestazioni post Parma, è stato sincero: «Io quel rigore non l’avrei mai dato». E Spalletti: «Sono giovani, sbagliano ma non c’è dolo».
Così l’Inter è nella fuga buona, lo scudetto virtualmente assegnato all’inizio di febbraio e gli arbitri sempre più nell’occhio del ciclone. Se la topica di Tagliavento è da prima pagina, quelle dei suoi colleghi hanno macchiato tutta la giornata. Si lamenta a ragione la Reggina, perchè il primo rigore (dei due) per il Torino non c’era: castroneria di Morganti, altro rampante. Ed è andata bene, mettiamola così, al giovine Damato, che prima ha regalato un tiro dal dischetto al Parma e poi l’ha fatto battere due volte a Lucarelli, che al secondo tentativo se l’è fatto parare.
Insomma, la categoria del fischietto non sarà in malafede, ma probabilmente molti arbitri non sono sereni (come sostiene il super danneggiato Malesani) proprio perchè sono coscienti di non essere all’altezza. Glielo spieghi, Collina: fischiare a favore dei più forti non sempre coincide con la prospettiva di far carriera.

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