Rispetto, ha chiesto Collina nei confronti degli arbitri. E rispetto userà nei confronti di Rizzoli, l'arbitro da Totti a Udine. Nonostante la probabile sospensione annunciata da Gussoni (, ha chiarito il presidente dell'Aia), Collina non stangherà Rizzoli, l'architetto bolognese.
di Simone Nozzoli
ANCORA UNA VOLTA, a una giornata senza rigori, ne segue un’altra da record dal dischetto: otto, con una particolare attenzione — non sempre corretta — ai tocchi di mano in area, dopo le furiose polemiche seguite a Inter-Parma di due settimane fa.
di Luca Frati
Forti con i deboli, deboli con i forti: una massima che non passa mai di moda, soprattutto fra gli arbitri.
L’Inter, la squadra che dal punto di vista tecnico è indiscutibilmente dieci spanne sopra le altre, non avrebbe bisogno di «aiutini» per rivincere lo scudetto, eppure gli arbitri — almeno nelle ultime giornate — hanno fischiato a senso unico. Dopo i clamorosi regali che le erano stati «donati» da Gervasoni (censurato da Collina) contro il Parma, ieri per i campioni è arrivato l’inopportuno bis. Artefice del nuovo cadeaux, uno degli emergenti del gruppo, il parrucchiere per signora Paolo Tagliavento, nominato frettolosamente un anno fa internazionale e giudicato in questo momento uno dei maggiormente affidabili dal «capo». "
Anche i quarti di finale di coppa Italia e il recupero della quindicesima giornata sono stati contraddistinti da alcuni episodi discutibili: in particolare, meritava l'espulsione la gomitata dell'interista Balotelli allo juventino Legrottaglie (l'arbitro Saccani ha solo ammonito il giovane attaccante dell'Inter, autore di una doppietta), mentre è apparso giusto il rigore concesso da Tagliavento al Catania per la spinta di Ferronetti (Udinese) ai danni di Mascara.
DOPO IL RECORD di rigori assegnati nella precedente giornata (8), il ventesimo turno non ha fatto registrare nemmeno un penalty. E dire che di episodi fallosi in area ce ne sono stati moltissimi, ma stavolta gli arbitri hanno sorvolato. E hanno concentrato la loro attenzione sul gioco duro sbagliando in più di un’occasione.