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Chi vuol essere lieto, sia

Scrivendo di Cuba su un settimanale, Antonio Scurati sostiene che, se si vuole davvero capire cosa sia il 'tempo umano', deve passare di lì. Ad Habana Vieja, 'si sono affastellate senza sosta centinaia di chiese, conventi e palazzi'. 'Per cinque secoli con una mano si è splendidamente edificato e con l'altra si è abbandonato'. Cos'è Cuba? La somma dei paradossi, a quanto pare. Sogno della rivoluzione o meta di turismo sessuale?

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Happy day

Pensavo di più, sinceramente. Invece, ora che stanno finendo, mi accorgo che sono corsi così velocemente che mi sembrano poco più di 24 ore. Dieci giorni dovrebbero essere parecchi, e invece. E invece mi ritrovo qui, al computer di casa, ad aspettare che sopraggiunga la voglia di fare la valigia da portare via. Giorno dell'arrivederci, oggi. E come ogni commiato che si rispetti, emozioni a profusione. Ma non voglio essere triste, ci sono troppi motivi per sorridere.

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Se non per noi, almeno facciamolo per Darwin

A costo di sembrare incoerente, devo per forza affontare una questione. Sono solita lamentarmi del crescere e scegliere, ma l'altro lato della medaglia credo sia ancora peggio. Utilizzando sempre come materia prima questa mia permanenza in terra natia, mi permetto una digressione un po' aspra su chi, invece, tende a non crescere mai. Che si chiami sindrome di peter pan o crisi di mezza età, paura di abbandonare il nido, essere mammoni o bamboccioni, la sostanza non cambia. Incredibile vedere come sia ricca la falange di coloro che hanno scelto di non evolvere.

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Pollyanna aiutami tu

Prendo in prestito il concetto, in senso lato, di psicogeografia. Mi chiedo: è possibile che un determinato luogo possa farti mettere tutto in discussione e ripensare alle tue priorità? In questo preciso istante, la mia risposta è sì. Perchè sono solo 48 ore che sono a casa, ma non vorrei più ripartire. Ripenso a quello che ho costruito negli ultimi anni, a quello che ho lasciato e a quello che ho trovato.

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E' primavera, svegliatevi bambine

Finalmente. Finalmente torno a casa per una manciata di giorni. Sono così fortunata che mio papà si è presentato puntuale alle 8 alla porta di casa mia con una valigia vuota. La casa in cui vivo con la mia adorabile coinquilina è minuscola, il cambio d'armadio estate/inverno è indispensabile. Così, una valigia a testa, io e mio papà - che mi vizia, lo so - ci carichiamo armi e bagagli e passiamo il ponte assassino di Porta Genova. In Centrale, ci aspetta il regionale che ci riporta a casa.

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Non fare tardi, perchè la notte è fatta per dormire.

Insieme con il modellino della macchina, metterei anche uno spazzolino da denti nella scatola dei ricordi per i posteri. Non uno spazzolino qualsiasi, ma lo spazzolino che, un San Valentino di diversi anni fa, spuntava dalla borsetta di una cliente della pizzeria. Eravamo tutte single, quindi il 14 febbraio per noi era un giorno qualsiasi, in più quell'anno cadeva di sabato. Alla faccia degli innamorati, noi ci saremmo fatte la nostra serata tipo. 

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Lo sfasciacarrozze

L'ultima volta che l'ho vista le ho fatto una foto. Era a pezzi, andava avanti a fatica. Pur con tutti i suoi stenti non ci aveva mai tradito. Ci ha fatto sospirare, preoccupare, arrabbiare a morte. Ma quel giorno, quell'ultimo pomeriggio, una pagina del nostro libro è stata voltata.

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Viareggio sei bellissima

Natale 1989: nella casa appena comprata di Viareggio eravamo in undici. I miei genitori, i miei zii, mia sorella e i miei cugini. All'appello mancava ancora la mia cuginetta più giovane, che sarebbe nata dopo pochi mesi. La casa era da rimettere a posto, soprattutto andava tolta la carta da parati dai muri: questo era il compito di noi piccoli. Ovviamente facevamo più danni che altro, ma almeno ci tenevamo impegnati.

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Il mio melting pot

Costruire a partire dal diverso: questa, per me, l'ambizione più grande. Dopo anni altalenanti, ho finalmente deciso di iscrivermi tra i sostenitori della tesi "gli opposti si attraggono". Tendo ad avversare l'ipotesi secondo cui "chi si somiglia si piglia". Sono le diverse inclinazioni, i caratteri divergenti, le abitudini discordanti che rendono il rapporto stimolante.

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Perchè non c'è niente di meglio di una sedia a cinque gambe

Sono a Milano da diciannove mesi. Quasi due anni fatti di persone e posti nuovi.                           All'inizio, fu l'imbarazzo. Consideriamo le mie origini: profonda pianura padana, un paese di poche migliaia di abitanti. Partendo, ho lasciato non solo la calma piatta di certe giornate d'estate, quando l'afa insonorizza e blocca spazio e tempo, ma anche le persone che avevo vissuto per una vita. Dalla scuola primaria al liceo con gli stessi amici. Una squadra di volley da sempre, una famiglia impagabile.

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