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Homo faber fortunae suae

Chiedo umilmente scusa a tutti coloro che abbiano avuto a che fare con me in queste ultime settimane. Nervosa, tesa, arrabbiata e insofferente. In sintesi, io ultimamente. Giuro: non sono solo questo. Una volta, tanto tempo fa, ero una persona molto più solare e sorridente. Adesso mi sono intristita e ingrigita. Benedetta ragazza che non sono altro.

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Le storie di una vita incredibile

Non importa se li conosci o meno, né se sono maschi o femmine. Non importa dove succede. Le variabili sono tante, ma la sensazione è una. Chiamiamola spaesamento, chiamiamola disperazione, rabbia o anche abisso. È l’istante in cui il cervello rimbomba e le gambe cedono: è l’istante in cui ti comunicano che qualcuno se ne è andato.  

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Come Nuovo cinema Paradiso

Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero, Grosso. A parte rare eccezioni, il 9 luglio del 2006 tutta l’Italia era con i pugni stretti e il cuore in gola guardando le maglie azzurre che correvano sull’erba dell’Olympiastadion di Berlino. Lo tsunami Calciopoli aveva appena travolto il calcio italiano (a quanto pare, non abbiamo imparato proprio niente) e noi poveri cristi ci siamo consegnati nelle mani dello spocchioso (ma affascinante) Marcello Lippi.

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Finalmente il 1° giugno

È stabilito e riconosciuto che il maggio appena trascorso sia stato uno dei mesi più impegnativi che si ricordano. Con una mia amica siamo giunte a questa conclusione ieri sera. Era un pezzo che non riuscivamo a sentirci: mettersi d’accordo era inutile, programmare lo era altrettanto.

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Una lunga storia d'amore

34 anni sono 12.410 giorni. Dal 21 maggio 1977 al 21 maggio 2011, in realtà, ne sono passati 12.418, perché otto anni sono stati bisestili. In questi 34 anni hanno rapito Aldo Moro ed è caduto il muro di Berlino. L’Italia ha vinto 2 dei suoi 4 Mondiali, si sono alternati 4 papi e 7 presidenti della Repubblica.

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Un piccolo passo per l'uomo/2...

Ore 20.15 di ieri sera. Squilla il telefono: è mia mamma con una novità. La mia nipotina, quella che tre giorni fa aveva cominciato il primo, vero, svezzamento, sta mettendo il primo dentino. Si sente appena appena, ma c'è.

La quadratura del cerchio.

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Un piccolo passo per l'uomo...

Mi hanno sempre venduto l’immagine fiabesca di me che comincio a camminare esattamente il giorno del mio primo compleanno. Coincidenza quanto meno curiosa, visto che i bambini cominciano a camminare più o meno a 15 mesi. Io no: secondo la mia famiglia, nell’estate del 1984, mossi i primi traballanti passettini nell’assolato cortile di casa mia, tra una crostata e una torta della nonna.

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Arrivederci amore, ciao

Oggi scriverò della stazione Centrale di Milano: prima o poi, suppongo dovrò chiedere la percentuale a Lamberto Cardia, o almeno un buono di tanti, tanti, tanti chilometri, ma mi accontento dei regionali, non pretendo l’alta velocità. Sono un po’ fissata con questo luogo, ma penso sia un’infinita sorgente di spunti. In più, sin da piccola ho sempre avuto la fissa per i treni, data la professione di mio papà: ferroviere, più precisamente capo stazione superiore.

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Le mosche bianche

Mi rendo conto di trascorrere molto tempo in stazione Centrale a Milano, ma è raro che ci passi il lunedì mattina. Stamattina, invece, dopo il solito viaggio della speranza che caratterizza la tratta Mantova - Milano delle Ferrovie dello Stato, sono arrivata in una Centrale quanto mai caotica e nervosa. Sarà che anche questo tempo grigio non aiuta, sarà che i trolley e le valigie che corrono ovunque sembrano animati. Sta di fatto che non si potevano fare due passi senza urtare qualcuno.

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Umiltà q.b.

Angelo ha 71 anni e vive a Milano in zona Abbiategrasso. E’ basso e corpulento, senza capelli e con pochi denti. Vedovo da trent’anni, invalido, da due abita in quella casa dopo una vita passata in un camper con i pannelli solari sul tetto. Oggi vive grazie alla pensione della moglie, fuma dieci sigarette al giorno e nel frigorifero ha una bottiglia di champagne.

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