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That's all folks!

Pubblicato da Ambra Notari Mar, 13/09/2011 - 16:21

La fiera: il sipario che cala sull’estate. È così, per me, da ventotto anni a questa parte. La fiera del mio paese scrive “The end” sotto i ricordi del capitolo estivo. Negli ultimi anni è stata una faticaccia riuscire a prendervi parte, perché questa trita e ritrita nuova vita faceva i capricci e chiedeva attenzione. Rosicando ore qua e là, però, una comparsata me la sono sempre concessa.

Così è stato anche lo scorso finesettimana. Con, addirittura, una novità. Da che mondo è mondo, il sabato della fiera è il giorno dedicato ai coscritti. Alla leva. Ai ragazzi nati lo stesso anno. Tradizione, questa, che fino a quando il militare è stato obbligatorio aveva un certo senso, che poi si è affievolito. Il costume, però, l’abbiamo mantenuto, come tutte le ricorrenze che ti permettono di mangiare e bere a volontà in compagnia. Quest’anno era una data speciale: il decimo anniversario dalla nostra leva del 2001. Non tutti, però, per svariati motivi avremmo potuto essere presenti, così abbiamo deciso di rimandare al mese prossimo, per un pranzo da giovani un po’ “maturi”, sempre più alla ricerca della comodità. Il rinvio, però, è cascato davvero a pennello per prendere parte al vero party di fine estate. Che poi con quel caldo torrido e le zanzare, sembrava più una festa ferragostana. Magnifica serata in ottima compagnia con libagioni da ricordare. Tante chiacchiere e numerosi briefing per tastare il polso della situazione sentimentale del paese.

Mi piace chiamarla serata crepuscolare, un po’ malinconica. Ma viva, concreta, grezza: bassa padana, insomma. Serata di settembre: mese fitto di ricordi che ingombrano la testa.

Ci avviamo a casa e, abituata a guardare per aria perché tra le nuvole si appoggia la mia testa, assisto a uno dei più grandi spettacoli della natura: una cometa scivola veloce sulle nostre teste. Sembra un fuoco d’artificio tanto è grande. Ho avuto la netta sensazione che “friggesse” mentre correva. Ha fatto le scintille, ha luccicato. Ha lasciato la scia e poi è scomparsa. Veloce, sì, ma non fulminea. Vanitosa, si è lasciata guardare. Spettacolo. Subito: occhi chiusi e desiderio espresso. Deve avverarsi, perché la MIA stella cometa mi ha scelto.

Così, tra crepuscoli e luccichii, il mio finesettimana è scivolato in fretta e furia.

Come se non bastasse, una volta tornata a Milano, mi aspettava un’immagine un po’ alla Forrest Gump, che mi ha convinta ad accogliere serenamente l’arrivo dell’autunno. Camminavo verso casa e un’ombra mi precedeva, mobile. Da dietro, non capivo cosa fosse. Poi, leggera e croccante, una foglia si è fermata a terra, dopo che, roteando pacificamente, si era staccata dall’albero. Era così bello il suo profilo disegnato nell’asfalto che mi ha trasmesso un senso di pace sconosciuto in questo ultimo periodo.

Il mio weekend, insomma, chiude all’attivo. Il bello sarà questa settimana, mentre il giorno per cui mi sto preparando da 28 anni si avvicina inesorabilmente. Da qui ad allora, addio pace.

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