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Il mio Simposio

Pubblicato da Ambra Notari Ven, 15/07/2011 - 16:15

Quando le due metà della mela combaciano, come ci si sente? Io l'ho capito sabato alla famosa festa di laurea a Siena della mia ancor più famosa amica.

La mela in questione è proprio lei. Ha provato, riuscendoci, a unire i suoi due mondi, quello rimasto a casa ad aspettarla e quello che si è creata da due anni a questa parte. Gli amici da una vita e quelli più recenti. Il paese della bassa e l'orgogliosa Siena, stretta alla sua piazza e alla sua torre, alle sue contrade e ai suoi fantini. Siena che non ha lesinato abbracci e sorrisi, accogliendo materna l'orda longobarda.

Due facce della stessa medaglia che sono partite da una semplice comunanza: l'amore folle per la festeggiata, timorosa per l'occasione che i due partiti non si prendessero ma propendessero per l'ostruzionismo.

E invece è stato come se ci conoscessimo da sempre. Un ruolo nella partita l'hanno giocato anche i social network, ovvio. Vista la mole di foto caricata mensilmente, subito i volti avevano un nome. Subito dopo anche una voce. Una specie di déjà vu, che ti fa capire di essere al posto giusto nel momento giusto.

Niente di strano, forse. Non siamo più quindicenni selettivi e rancorosi, è vero. Ma ho riscontrato nelle varie esperienze che mi hanno sparso qua e là negli ultimi anni che la facoltà di sapere stare dovunque ti mettano è qualità rara. Nessuno ha più voglia di mettersi in gioco, basta confronti. È come quando si esce da una storia d'amore (così mi hanno detto). Non sempre morto un papa se ne fa un altro. Spesso ci si arrende all'evidenza. Una rottura ricominciare dal primo appuntamento, dai primi silenzi da riempire, dalle prime confessioni. Restiamo nel seminato che siamo più tranquilli.

Non sono mai stata di questo avviso. Non nego che stringere nuovi legami può essere faticoso. Ma per niente al mondo mi negherei il piacere della scoperta. Per come la vedo io, la crescita sta tutta lì. Quelli che come le cozze si abbarbicano a pochi ma conosciuti scogli non sanno cosa si perdono. I pregiudizi sono pericolosi.

Dopo intrecci con soggetti discutibili, abituati a vangare il loro campo da cento pertiche, sabato ho ballato con persone a cui un milione di pertiche vanno strette. È stato così facile fonderci insieme. Così facile da sembrare scontato. Eppure non lo è. Per niente.

Per questo è stato ancora più bello.

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