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Quando la storia si ripete

CHISSÀ, forse al signor Fulvio Maria Scavia, gioielliere in via della Spiga, potrà non fare piacere di sentirsi definire un «ponte», un trait d’union con il passato. Ma così è. Incredibilmente. Trentatré anni or sono la banda Vallanzasca lo attendeva sotto casa per un tentativo di sequestro finito con un tiro al bersaglio umano, tre colpi su quattro andati a segno. Pochi giorni fa il suo negozio di via della Spiga è stato alleggerito dei tesori più preziosi. Dal bel René della Comasina alla nuova criminalità, fredda, asettica, professionale.

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DIARIO: Yara, oltre 70 giorni dalla scomparsa. "Continuare a sperare"

SPERARE per Yara. Ha senso? E’ giusto? Mentre ci si avvia al terzo mese dalla sparizione, c’è chi ci insegna a non disperare, contro tutto e tutti, contro le apparenze e la logica, contro la ragione e contro l’ovvietà imposte da un silenzio sempre più assoluto. Sono le due signore napoletane salite dalla loro città fra le nebbie padane. Hanno raggiunto Brembate di Sopra e cos’hanno fatto?

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Una ferita al cuore che fa male

SI RINCORRONO sensazioni diverse e strane, anche difficili da spiegare, ogni volta che vengono tanto clamorosamente violati i templi del lusso, le icone della moda, le enclave dell’effimero di classe. La prima è quella del ritorno all’antico, a un passato marchiato e in fondo mai rimosso dall’immaginario e dalla memoria collettivi.

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Una resa ineluttabile. Ma ora verità e giustizia

QUATTRO erano e quattro «dovevano» morire. Perché era stata questa l’istantanea per quanto del tutto irrazionale premonizione nell’immediatezza della tragedia di Paderno Dugnano. Il fatto che qualcosa, pietà della sorte o gioco fortuito di casualità, abbia diluito nel tempo queste morti non deve attenuare il dolore né edulcorare la richiesta perché si ottengano verità e giustizia. Giustizia per Sergio, Harun, Salvatore, Leonard. L’ultimo gravissimo ferito nell’inferno dell’Eureco se n’è andato.

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Promossi città d'arte

CHE MERAVIGLIA svegliarsi in una rigidissima mattinata d’inizio febbraio, scuotersi di dosso il greve torpore notturno e scoprire di vivere in una città d’arte. Perché la visita di ieri del presidente della Repubblica al Museo del Novecento ha rappresentato proprio questo. Una scoperta e una promozione: Milano città d’arte. Milano ha restaurato, firmato, promosso e oggi conserva come in uno scrigno, all’interno dell’Arengario, tesori preziosi. Il «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo, opera d’arte e icona di un’epoca. Le tele di Morandi e Sironi.

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DIARIO Yara, 61 giorni dalla scomparsa: "Riaffiora un testimone"

FRA LE TANTE COSE che rattristano nella storia, la terribile saga di Yara Gambirasio, ce n’è una. E’ la ciclica regolarità con cui si ripresentano personaggi (veri o fantasmatici), situazioni, particolari. Ciclico l’arrivo di lettere anonime. Cicliche le apparizioni di sensitivi, medium, pranoterapeuti. Ciclico il puntamento di indici attaccati a mani che rimangono nell’ombra in direzione del cantiere di Mapello. Esiste o no il testimone che avrebbe visto Yara lasciare il centro sportivo la sera del 26 novembre?

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DIARIO Yara, 57 giorni dalla scomparsa: "I MEDIUM"

I sensitivi. Ne sono sfilati in trecento sul triste palcoscenico del caso Yara. La tragedia orobica ha scoperchiato un mondo mai abbastanza conosciuto. La galassia che ruota attorno alla disperazione, alla credulità, al bisogno latente in ognuno di attaccarsi a qualcosa, a un piccolo chiodo al quale appendere la disperazione e un brandello di speranza, se ne rimane.

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DIARIO: Yara, 52 giorni dalla scomparsa. "I fantasmi e il dovere di informare"

No, i giornalisti ghostbuster, cercatori e a volte creatori di fantasmi non ci piacciono. Soprattutto in uno scenario già popolato da troppi spettri, a cominciare da quello della paura. Attenzione, però, a non sparare nel mucchio. Il diritto di cronaca correttamente esercitato coincide con un altro diritto fondamentale: quello all’informazione. A 52 giorni dalla sparizione di Yara non è giusto che a rompere il silenzio che circonda sia mistero sia le indagini che dovrebbero svelarlo sia il rumore di uno sparo. Contro i giornalisti. Contro tutti i giornalisti.

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DIARIO: Yara, 51 giorni dalla scomparsa. "Tanta voglia di normalità"

Cosa vorrebbero, oggi, in regalo i cittadini di Brembate di Sopra?

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DIARIO: Yara, 50 giorni dalla scomparsa. "Il coraggio dei volontari"

Il dovere di sperare. Perché si deve sperare. Anche contro ogni logica, contro il procedere spietato dei giorni, il consumarsi di ricerche vane, il silenzio, la regola fisiologica per cui ogni tragedia finisce per diventare routine. La fredda ragione, il calore della speranza. Continuiamo a scegliere il secondo perché così deve essere. Perché una grande lezione ci arriva ogni giorno da gente semplice che percorre chilometri sfidando gelo e asperità. Sono i volontari della protezione civile. Gente che a ogni alba esce in cerca di Yara e si ritira col buio.

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