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Una speranza per Yara

Pubblicato da Gabriele Moroni Dom, 30/10/2011 - 11:40

C’È LA PISTA di un Dna. «Il cerchio si sta un po’ restrigendo», distilla uno degli inquirenti. Un filo, nel mistero grande di Yara Gambirasio. Un codice genetico (interessante o sospetto, non stiamo a distinguere) uscito quando, insieme con altri 4mila, è stato comparato con quello impresso dall’assassino sugli slip e i leggings della tredicenne di Brembate di Sopra. Punti in comune, quelli che la scienza chiama «loci». E di lì si è partiti per individuare il ceppo familiare da cui proveniva. Basterà?

BASTERA' per portare alla verità? Un anno dopo. Un anno dalla morte di Yara, la sua sparizione all’uscita dal centro sportivo di Brembate la sera del 26 novemebre, dalla sua morte di stenti e freddo dopo tre ore di agonia, nel campo incolto, fra le sterpaglie di Chignolo d’Isola. Un anno senza Yara. È stato lungo, lo capiamo ora che sta per compiersi. Un anno di sospetti, lettere anonime, gracchiare di cornacchie e ululati di sciacalli. Un anno di piste fantasma e di ipotesi fantasiose. Un anno di errori. Un anno di impegno da parte degli inquirenti (a volte, ingiustamente, oggetto di una specie di tiro al bersaglio) che avrebbe meritato miglior fortuna. Certezze zero. Forse è presto per aprire il cuore. Dopo tante chiacchiere infinite mai come oggi va applicata la virtù cardinale della prudenza. In questi mesi ci siamo rozzamente e televisivamente acculturati, abbiamo acquisito una certa casalinga dimestichezza con qualche frammento del linguaggio scientifico.

ABBIAMO imparato che quello che si chiama Y è un cromosoma maschile ereditario. Se si trovasse un’assoluta coincidenza del cromosoma Y in una delle tracce sugli abiti di Yara e uno dei profili genetici raccolti in questi mesi significherebe che il ceppo genealogico dell’assassino è stato individuato. Se poi si trovasse una similitudine fra l’intero patrimonio cromosomico di una delle tracce sui vestiti e quello sui Dna della raccolta ci sarebbero pochi dubbi: è l’assassino di Yara.La scienza ci frena. Le disillusioni si sono susseguite. È troppo presto per esultare. Troppo presto anche per credere. Ma non per sperare. Attendendo verità e giustizia. Giustizia per Yara.

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