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Quella voglia di dire no

Pubblicato da Gabriele Moroni Ven, 04/11/2011 - 12:45

NO ALLA discesa di soldi padani a Roma. Profumo di tempi antichi, della Lega ruspante e duramente di opposizione, fissati in manifesti consegnati alla storia politica e di costume, la gallina padana che attende di essere spennata e depredata delle uova d’oro. Invece è storia dei tempi nostri, delle nostre giornate milanesi scandite come quelle nazionali nel segno dell’incertezza. Parole di Matteo Salvini, capogruppo a Palazzo Marino, eurodeputato, giovane leader amato dalla base del Carroccio in questi giorni più che mai ribollente.

Per bocca di Salvini la Lega apre per la prima volta a Pisapia: «Se invece di svendere il patrimonio pubblico o di aumentare ancora le tariffe ai milanesi, il sindaco Pisapia deciderà di fregarsene del patto di stabilità, di battere i pugni sul tavolo dello Stato centrale e di trattenere in città una parte delle tasse pagate dai milanesi, allora avrà il mio sostegno». Ruvida sincerità. In carattere con il coerente Salvini che già in campagna elettorale aveva annunciato l’appoggio a un Pisapia sindaco se avesse fatto «cose giuste». Parole indigeste agli alleati Pdl e alla Lega più paludata, di governo? Forse. Probabile. Un ritorno al passato. Con un occhio al futuro. E qualche nostalgia del correre in solitudine.

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