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Meglio non aggiustare la storia

Condivido la richiesta di quel consigliere di Milano della sinistra di cambiare nome al piazzale Cadorna. Non c’è storico o letterato, a parte i tromboni, che non abbia denunciato gli errori e gli orrori provocati dal generale Cadorna, che fu prima causa del disastri di Caporetto. Perciò non capisco perché debba essere ricordato se non con infamia. Simone Cirelli, Milano

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Incontrarsi è possibile

L’EUROPA, prima di essere un’idea e poi un’unione monetaria, era una fanciulla dalla faccia larga come indica il suo nome greco. Vanno a ruba le biografie di Steve Jobs ma non sarebbe male rileggere anche quelle di figure mitologiche come Europa, figlia di Agenore re di un’antica città sarda, rapita da Zeus, che la portò con sé a Creta e la mise incinta. Tutto questo non c’entra nulla con la crisi economica ma mi offre qualche spunto di riflessione sulla pretesa di alcuni europei che vorrebbero un’Europa senza Grecia e Italia.

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La vita bella di Simoncelli e la bella vita

Mi sono interrogato sul perché abbia suscitato tanta emozione la morte di Simoncelli e condivido che quel ragazzo è visto come simbolo di quella parte d’Italia, che c’è e rappresenta la gran parte del paese. E’ quella parte pulita, semplice e forte anche se poco visibile, finché non accade qualcosa che la mette in evidenza. Armida Corsini, Pavia

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E disse ai partiti: andate e moltiplicatevi

Sarebbe un grave errore il voto anticipato, perché calpesterebbe la volontà espressa dalle elezioni del 2008, perciò la legislatura attuale deve andare alla sua naturale scadenza. Se dovesse accadere il contrario sarebbe ancora una volta la vittoria di quei poteri che non sono sorretti da un suffragio ma hanno i mezzi per imporsi. Franco Iacono, Milano

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E ritrovarsi a piangere quel ragazzo

Mi chiedo come si spieghi l’emozione che ci ha travolto con la morte di Marco Simoncelli. Stamani sono andato in un bar a prendere un caffé e ho visto una signora che sfogliava il giornale e piangeva come una bambina. Mi chiedo quanti prima conoscessero questo campione, probabilmente non quanti oggi lo piangono. Tiziano Cantoni, Milano

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Sarkozy, più boria che meriti

Qualunque smentita dell’Eliseo non cancella l’offesa di cui si è reso responsabile il presidente francese nei confronti non solo del nostro presidente del consigliio ma di tutta l’Italia, verso la quale ha tenuto un comportamento irriguardevole. Sono indignato e voglio solo esprimere questo mio sentimento, sperando lo condivida. Dori,ilgiorno,it

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Il carcere rende liberi

Tanti si sono scandalizzati alla notizia che Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni di carcere per il delitto di suo ex marito Maurizio Gucci, abbia rifiutato la semilibertà sostenendo di non aver alcuna voglia di andare a lavorare. Saggia scelta, per una signora come lei sarebbe stato imbarazzante fare la cameriera in qualche bar. ricci, ilgiorno.

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Per un principio morale superiore

Non riesco ad unirmi al giubilo dei libici per la morte di Gheddafi. Non solo non lo condivido ma lo avverso perché penso che fino a poco tempo fa quella stessa folla inneggiava al rais e ora che è stato ucciso sputa sul suo cadavere. Dai tempi di Adamo ed Eva gli uomini si comportano da vigliacchi. Di cosa dovrei rallegrarmi? Eli, ilgiorno.it

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Morto che parla

LA RICHIESTA dell’Onu per avere la verità su Gheddafi rischia di far finire la guerra in Libia con le parole della rock star protagonista del film «This must be the place». Nel senso che se è vero che sono stati gli alleati a far fuori il rais e non quegli scalmanati dell’Armata Brancaleone libica sarebbe ben comico che i vincitori come Sarkozy fossero costretti ad ammettere: «Vi chiediamo scusa ma è giusto che sappiate che l’abbiamo fatto apposta», come dice Sean Penn ad una comitiva di goffi tedeschi dopo averli infangati con la sua auto.

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Padri e figli a confronto

Mi chiedo quali siano le analogie e le differenze tra i cortei dei black bloc e quelli del movimento studentesco a cui partecipavo quando avevo 18 anni. Non so se soffrivo di quell’ingenuità che riscontro nei giovani di oggi, di certo non eravamo violenti in modo gratuito come quelli che hanno devastato Roma. Stefano,ilgiorno.

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