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Psicodramma a Milano

Pubblicato da Giovanni Morandi Mer, 30/11/2011 - 08:25

METTIAMO che Stefano Boeri, l’assessore dimezzato di Milano, perché fino a ieri era assessore all’Expo e alla cultura della giunta arancione e oggi, per decisione del sindaco Pisapia, è solo alla cultura, mettiamo, dicevo, che Boeri sia come Medardo di Terralba. Tanti aspetti dello psicodramma tra lui e il sindaco ricordano ‘Il visconte dimezzato’ di Italo Calvino ma la domanda è: finirà come nella storia immaginata, dove il Gramo e il Buono tornano a essere una sola persona o no? C’è da dubitarne. Poi qui bisogna intendersi su che cosa sia il Gramo e che cosa il Buono. Nel senso che nel racconto con questi due nomi si indicano le due metà del visconte e a Palazzo Marino invece potrebbero essere le due deleghe, che una volta appartenevano ad un solo uomo e ora, dopo la cannonata sparata da Pisapia, sono state scisse. Ma il Gramo e il Buono, ovvero le due metà, potrebbero essere anche le due anime di Boeri, che è un ribelle di natura ma sa essere anche ubbidiente e disciplinato ovvero ligio alla disciplina di partito. Con la particolarità però che in questa vicenda, in cui stava per essere cacciato dalla giunta di sinistra, l’archistar Boeri è stato ribelle quando doveva essere più disciplinato ed è stato disciplinato quando invece doveva essere ribelle.

PERCHÉ a furia di vederlo fare l’egocentrico, il sindaco si era stancato di questo assessore insofferente che non si dava pace per essere stato sconfitto da Pisapia alle primarie. E perciò lo aveva costretto a dimettersi. Anzi a quasi dimettersi. Mettendo in imbarazzo politico il Pd ma in pratica senza suscitare grandi drammi in nessuno, perché gli altri assessori un po’ invidiosetti non hanno dato segni di particolare attaccamento alla superstar in disgrazia e nemmeno l’apparato del Pd gli è accorso in aiuto, giudicandolo troppo borghese, troppo snob, troppo anarcoindividualista, troppo solitario e soprattutto poco grigio, che, come si sa, è il colore preferito dai burocrati di partito. Così nel momento in cui c’è stata la resa dei conti, ci si sarebbe aspettati che l’orgoglioso Boeri non avrebbe ceduto e si sarebbe sdegnosamente ritirato. Invece no, si è piegato alla disciplina di partito che voleva far rientrare la crisi della importante giunta di sinistra di Milano, ha supplicato, si fa per dire, una ragionevole soluzione e ha chiesto scusa balbettando: se non tutto almeno mi sia lasciata la metà di quel che avevo. E il sindaco gliel’ha lasciata. Ma a questo punto è lecito chiedersi se la storia finirà come nel ‘Visconte’ dove le due metà tornano a riunirsi oppure rimarranno separate. E francamente la maggior parte dei milanesi pensa che questa volta il visconte resterà dimezzato per sempre. Sempre che resterà.

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