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Ma l'Italia non è quella di ottanta anni fa

Vivo da quattro anni a Lione e stavo meditando di rientrare in Italia, a Milano, che è la mia città, ma dopo aver letto i giornali in questi giorni mi è passata la voglia. Non ho alcuna intenzione di tornare in un paese dove i naziskin fanno il saluto romano in Campidoglio e viene eletto Alemanno sindaco di Roma. Non mi piace un’Italia, dove è minacciata la democrazia, non voglio averci a che fare, resto dove sono.
Cecilia Gamba, Lione

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Israele, perché mi sento ancora in debito

QUELLI che detestano o diffidano di Israele dovrebbero andarci, cambierebbero idea, ne sono sicuro. Per quelli che lo disprezzano non c’è cura ma del resto i motivi del loro odio non hanno a che fare con la ragione. Il primo incontro con Israele mi riporta ai banchi scolastici, quando sul sussidiario leggevo di quel popolo sempre in guerra che era riuscito a trasformare il deserto in foreste. Un ricordo che ha a che fare con l’adesione al KKL, Keren Kayemeth Leisrael, l’associazione internazionale che raccoglie fondi per continuare a piantare alberi là dove c’è il deserto.

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Vittorio Sgarbi, assessore bravo ma bischero

COME categorie umane sono detestabili tanto quelli che salgono in corsa sul carro del vincitore quanto quelli che danno la croce addosso a chi è in disgrazia, e lo sono in special modo se fino al giorno prima erano stati sostenitori o servilmente adulatori. L’affettuosa stima che abbiamo sempre avuto nei riguardi di Vittorio Sgarbi ci autorizza a dirgli che è stato un assessore alla cultura bravo ma come uomo si è comportato da bischero. E quel che gli è capitato se l’è cercato.

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Torino, serve un deciso "no" all’antisemitismo

GIUDICO gravissimo quel che sta accadendo a Torino, dove la Fiera del Libro è stata presa a pretesto per seminare i peggiori veleni antisemiti. Il ricordo non dimenticato, e in alcuni casi ancora desiderato, dei roghi di Berlino dove vennero bruciati dai nazisti i libri ebraici torna in modo imperioso in questa vicenda. Tutto questo più che indignazione mi provoca una grande tristezza.
Gabriele Grassi, Legnano

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Aiuto, mia figlia (forse) ama un fascista

HO UNA FIGLIA che frequenta la prima ginnasio, molto scrupolosa negli studi, grande senso di responsabilità, mai sentita parlare di politica. Nei giorni scorsi però ho trovato in camera sua un biglietto, dove aveva scritto: ogni donna ama un fascista. Ho anche scoperto foto di una festa dove i suoi amici fanno il saluto romano. Conosco quei ragazzi e so che sono bravissimi e tranquilli ma tutto ciò mi turba.
Monica Gualtieri, Milano

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Via ad un Governo che chiuda col passato

CONTIAMO con una certa impazienza i giorni che mancano al varo del nuovo governo, per poter verificare se le cose prenderanno davvero una piega diversa dal passato, come tutti ci auguriano, o se invece rimarrà tutto come prima.

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Lo specchio annebbiato

LE UNICHE grida assordanti, che si sono levate dalle piazze del 25 aprile sono quelle di Beppe Grillo. Questa volta in uno spettacolo non a pagamento, sia pure ripetitivo nei temi e nei modi (Vaffanculo Day) a quello che a Bologna aprì un nuovo genere di comicità che pretende di essere politica. Questo dà l’idea del bilancio magro raccolto quest’anno dalla ricorrenza, che è stata sotto tono non solo, come dice la sinistra, per l’influenza della vittoria del centrodestra alle elezioni, ma anche, per ammissione della stessa sinistra, dello scarso impegno dimostrato da Pd e Arcobaleno.

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Per fare il ministro della difesa non servono i muscoli

TROVO sia una gran sceneggiata, che non fa onore alle donne, la strumentalizzazione che Zapatero sta facendo delle ministre nel suo governo, in particolare di Carmen Cacon, la ministra della difesa al settimo mese di gravidanza, ostentata nel suo viaggio in Afganistan come fosse un fenomeno da baraccone. Certi impegni non sono compatibili con la natura femminile e l’aver scelto una donna come ministra della difesa mi pare uno schiaffo alle forze armate.
Luigi Grandi, Sondrio

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TROPPO TARDI, I BUOI SONO GIA’ SCAPPATI

CON TUTTO il rispetto, Walter Veltroni che viene a Milano per fondare il partito di sinistra del Nord o qualcosa del genere, non è ancora ben chiaro, fa venire in mente quei cinesi che vengono in Italia a fotografare le vetrine di Prada per copiare le scarpe e gli abiti e rifarli taroccati.

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Il Carroccio del vincitore e gli smemorati di Prodi

LA COSA buffa è che pare davvero si siano dimenticati di che cosa è stato il governo Prodi, con le passerelle dei ministri che venivano a Milano, tanto per dimostrare che non si dimenticavano della Lombardia. Passeggiate, vista la conclusione della vicenda Malpensa, ma non solo, potremmo parlare di sicurezza e di tasse. Che cosa si aspettavano accadesse dopo un governo che come unica memorabile iniziativa nei confronti dei giovani che non trovano un lavoro dignitoso e sicuro ha saputo dire per bocca di quella cima di Padoa Schioppa che sono una massa di bamboccioni?

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