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Meloni, Telese e i giovani medici

Pubblicato da Daniele Monaco Lun, 21/11/2011 - 12:45

GIORGIA Meloni e Luca Telese affrontano la questione giovanile in due libri Sperling & Kupfer. L’ex ministro della Gioventù lo fa con “Noi crediamo”, il giornalista di La7 con “Gioventù, amore e rabbia”.

Rassicurante Meloni, che racconta di “ragazzi e ragazze che hanno sfidato se stessi, la terra d’origine, il mondo e le idee preconcette, gli ostacoli. E hanno vinto”. L’ex ministro della Gioventù scopre in giro per l’Italia “una “foresta di talenti, idee e sacrifici, che cresce all’ombra di una nazione” colpevole perché “non vede non sa, non vuole capire”.

Provocatorio Telese, che  parla di “conflitto occulto in Italia, dove la generazione degli ex baby boomers ha schiavizzato quella dei figli, l’ha divorata, colonizzata, gli ha prospettato un futuro di precarietà, barattandolo con la sinecura della paghetta a vita”. Insomma, il giornalista vede “un Paese che se ne frega dei più giovani”.

Pubblicati lo stesso giorno, questi due libri suscitano alcune curiosità alle quali dovrebbero rispondere: quanto dipende la crisi dei giovani dai giovani stessi? Quanti giovani possono fare tutto solo con le proprie forze? È giusto addossare tutta la colpa alla generazione precedente? Dovrebbero accettare qualunque lavoro?

Chissà cosa risponderebbe quel medico trentenne che pochi giorni fa mi ha raccontato di tanti giovani medici laureati, neo specializzati, retribuiti cinque euro a visita o sette euro all’ora. Professionisti, che hanno la responsabilità della nostra salute. “Pagati meno della mia domestica, con tutto il rispetto per le colf”, ha pensato ad alta voce un autorevole anziano collega, mortificato.

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