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La strabiliante storia di Edmond Dantès

Pubblicato da Daniele Monaco Lun, 14/11/2011 - 10:16

MENTRE gli effetti speciali devastano al cinema “I tre moschettieri” trasformandolo in un sequel qualsiasi di “Matrix”, “La tigre e il dragone” e “Il gladiatore” messi insieme, è utile rendere giustizia al genio di Alexandre Dumàs rispolverando l’altro suo capolavoro: "Il Conte di Montecristo", bellissima storia d’Ottocento, 893 pagine di feuilleton allo stato puro fatto di intrighi, suspense, agnizioni e climax. Incantevoli dichiarazioni d’amore, terribili pronunce di morte; frivoli dialoghi e raffinate descrizioni. Un ritmo prima incalzante, poi lento e denso come olio che cola da una giara. Pagine che volano con uno sguardo e altre da assaporare e rileggere con piacere. Un veliero entra nel porto di Marsiglia per aprire il racconto, uno yacht lo chiude portando via lontano da noi il protagonista: il mitico, fantasmagorico e soprannaturale Edmond Dantés.

Questo e molto altro ancora è il capolavoro di Alexandre Dumàs. Se la sete giustizia degli ultimi al mondo era il tema dei feuilleton, genere didascalico e moralistico, ecco cosa dice Montecristo, bramoso di vendetta, quando incontra l'ultimo e il peggiore dei suoi nemici, il corrotto banchiere Danglars, secondo me una delle frasi più belle perché racchiude in sé tutto il romanzo:

Sono quello che avete venduto, denunciato, disonorato; sono quello di cui avete prostituito la fidanzata; sono quello che avete calpestato per formare la vostra fortuna; sono quello al quale avete fatto morire il padre di fame... Avevo condannato a morire di fame anche voi, ma ora vi perdono perché io pure ho bisogno di perdono... Sono Edmond Dantès! 

La pazienza del lettore viene ricompensata negli ultimi capitoli, quando vengono al pettine tutti i nodi della vendetta tessuta da Edmond Dantès. La narrazione accelera, tutto si tiene, nessun dettaglio si perde. Tuttavia, per il lettore di oggi la narrazione è indigesta a tratti. Un colpo di scena ogni dieci pagine è quasi pacchiano: bisogna adattare la modalità di lettura di un romanzo a puntate con quella di un volume unico.

Per “Il Conte di Montecristo” ho scelto l’edizione Newton e Compton della collana “Elefanti”. Originale la copertina blu rigida imbottita, simpatica la caricatura di Dumàs e soprattutto, caratteri abbastanza grandi da non affaticarsi nella lunga lettura. Prezzo ragionevole: 14,90 €.

 

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