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Nell'Euromanicomio, l'ultimo che deve farci lezione è il Nano di Parigi

Pubblicato da Mister X Lun, 28/11/2011 - 16:01

di Xavier Jacobelli

C'è ricascato. E' più forte di lui. All'inizio del mese, Nicholas Sarkozy approfittò del centoquarantesettesimo faccia a faccia con Angela Merkel per rispondere con un risolino scemo a una domanda sulle promesse di Berlusconi, ormai politicamente agonizzante.

Ora il presidente francese, che se la fa sotto perchè teme di non essere rieletto nel 2012, si candida al ruolo di primario dell'Euromanicomio in cui lui e la signora di Berlino ci hanno ficcato.

La settimana scorsa, ha invitato Monti a Strasburgo, nonchè la Cancelliera, senza la quale evidentemente non muove più un passo, ricolmandolo di elogi, assicurando il pieno appoggio della Francia al nuovo governo di Roma, accettando l'invito del Professore  a presentarsi nella capitale. Al fianco di Angela, s'intende.

Sabato, sempre Sarkò ha benedetto l'iniziativa trilaterale Francia-Germania-Italia per riscrivere il nuovo Trattato comunitario entro febbraio. 

Ieri, Sarkozy ha affermato: "Chi colpisce l'Italia colpisce al cuore dell'euro. Non lo permetteremo".

Ma, sempre ieri, improvvisamente, Sarkozy ha dato i numeri. Senza che nessuno glielo chiedesse, il Nano dell'Eliseo (nano politico, sia chiaro) ha tuonato con tono sprezzante: "L'Italia rispetti i suoi impegni e faccia le riforme". Bum.

Primo: Sarkozy pensasse alla crisi di casa sua che, se possibile, minaccia di diventare addirittura più seria di quella italiana, con le agenzie di rating che stanno per togliergli la tripla A (eventualità terrorizzante il marito di Carla Bruni); la crescita del Pil transalpino che, in realtà, promette di essere un sussulto; i sondaggi delle presidenziali di nuovo in picchiata, con Marine Le Pen che gli succhia voti e, soprattutto, l'incapacità del presidente francese di fare qualcosa di concreto per l'Eurozona che non siano i soliti discorsi a uso interno.   

Secondo: Sarkozy è al potere dalla primavera 2007 e i risultati i francesi li vedono, Monti dal 16 novembre 2011: vuole dargli il tempo di varare i suoi provvedimenti o no? Ripassi il 5 dicembre e ne riparliamo.

Terzo: ma chi caspita è Sarkozy per ergersi - va beh, ergersi è un po' esagerato, data la stazza del soggetto - a giudice supremo su che cosa debba o non debba fare l'Italia?

Dicono che nei prossimi dieci giorni si decida il futuro dell'euro e, quindi, il nostro futuro. Il dramma è che, in materia, Sarkozy abbia voce in capitolo.  

Quando il francese si presenterà a Roma, bisognerà parafrasare per lui l'immortale battuta proferita a Londra su sir Clement Attlee, premier inglese dopo la seconda guerra mondiale. 

 Un taxi vuoto è arrivato davanti a Palazzo Chigi. Ne è sceso Nicholas Sarkozy.

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