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La Lega Nord dice no all'ammucchiata

Pubblicato da Rossella Minotti Lun, 14/11/2011 - 16:11

NEANCHE un astrologo padano potrebbe leggere nel futuro della Lega Nord. Attendismo variegato, si potrebbe definire l’orientamento dei vertici. A cominciare da quello di un Umberto Bossi elegantissimo e immacolato, che dopo aver visto Napolitano dichiara: «Per ora il governo Berlusconi ha chiuso. In futuro però può capitare di tutto. Certo adesso sarà un’ammucchiata enorme e i voti li avranno, non hanno bisogno di noi, non diamo mandati in bianco». «Stiamo a vedere cosa succede» avrebbe detto il senatur ai suoi, pare confortato dal fatto che i ministri all’orizzonte sembrano proprio quasi tutti lombardi come piace a lui. Avrebbe anche ricevuto rassicurazioni sul fatto che la riforma federalista non sarà interrotta. Intanto, con piglio da vecchi tempi, rifiuta di incontrare Mario Monti per le consultazioni e raduna i suoi in via Bellerio, tornata roccaforte di lotta e punto di riferimento di un movimento che in parte non si riconosceva più nel Carroccio romano.  Si spiega così l’ammorbidimento che consente al segretario federale di dire: «Avremmo almeno voluto conoscere il programma. Comunque adesso abbiamo detto di no al governo Monti, ma poi decideremo di volta in volta». I capigruppo Federico Bricolo e Marco Reguzzoni optano per «un’opposizione seria e responsabile». «Diciamo no a un governo guidato dall’Udc e dalla sinistra, garantiremo un’opposizione di controllo e di garanzia» rimarca Reguzzoni. Mentre Roberto Maroni esce finalmente allo scoperto: «La base della Lega è stanca — dice — vuole il cambiamento, vuole tornare alla Lega combattiva di un tempo». E poi, ribadisce il ministro dell’Interno uscente, «a Roma il Pdl è in maggioranza e la Lega all’opposizione, non possiamo fare finta che questo non sia avvenuto» anche se garantisce il mantenimento degli impegni col Pdl per le amministrazioni in carica. Ma le prossime elezioni? «Non sarebbe una novità se la Lega dovesse correre da sola» dice Maroni. E IN EFFETTI sul web una certa esultanza c’è. «Via Berlusconi» e «No ai banchieri, opposizione dura» si legge in molti forum frequentati dai militanti della Lega Nord. Su quello dei giovanipadani.forumfree.it si festeggia la caduta di Berlusconi e si postano anche le foto e gli articoli dei quotidiani stranieri che celebrano le dimissioni del Cavaliere. Sono soprattutto i leghisti impegnati a vari livelli nelle amministrazioni. Che sono anche soddisfatti del fatto che non si vada e elezioni subito in modo da poter fare con calma gli agognati congressi del movimento. Più cauti e un po’ delusi i simpatizzanti, che esprimono apprezzamento per la scelta dei lumbard di andare all’opposizione del governo Monti, ma non nascondono una certa amarezza. La prova del nove oggi su Radio Padania dove l’instancabile Matteo Salvini ha organizzato uno «Speciale microfoni aperti» lunghissimo, dalle 6 del mattino alle 22 di sera.La base dirà la sua, ma rivelatrice la foto di apertura di ieri del quotidiano la Padania che sotto il titolo «A difesa del Nord» schierava i suoi tre eroi padani: Maroni, Bossi e Calderoli. Ma in primo piano c’è proprio lui, Maroni, che dichiara: «Devo tutto a Bossi, ho avuto tanto, non ho carriere da fare, non pretendo nulla». Ma quando Maria Latella su SkyTg24 gli domanda se pensa di ricoprire il ruolo di capogruppo alla Camera al posto di Marco Reguzzoni, che i rumors da sempre indicano come suo principale nemico interno, risponde ironico: «Non ci avevo pensato, è una buona idea, vedremo».

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