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Formigoni polemico: congressi entro tre settimane e coordinatori scelti dalla base

Pubblicato da Rossella Minotti Lun, 21/11/2011 - 16:57

MI FA PIACERE vedere che finalmente sono tutti d’accordo». Impossibile non cogliere l’ironia nelle parole di Roberto Formigoni, il giorno dopo il convegno dei Socialisti riformisti nel Pdl. Perché il vicecapogruppo alla Camera Massimo Corsaro ha chiesto un’accelerazione sui congressi in Lombardia. Ma ha anche detto, su Formigoni, che c’è bisogno più di squadra che di personalismi.- Presidente si è sentito attaccato?Assolutamente no, dico solo che come c’è voluto del tempo per l’appoggio al governo Monti, visto che all’inizio eravamo in pochissimi a dirlo, così per i congressi. Visto che le adesioni sono state tante, non vedo perché la Lombardia non possa essere la prima regione a farli. Entro due o tre settimane. Per poi andare a dopo Natale col cambiamento dello statuto per poter eleggere dal basso i coordinatori regionali».- Angelino Alfano è d’accordo?«Certo, tanto che ha convocato il tavolo delle regole per martedì, che era la prima data utile. Si deciderà sulle incompatibilità, e da mercoledì siamo pronti».- Secondo lei c’è qualcuno che vorrebbe procrastinare i congressi?«Più che altro bisogna resistere all’arietta per cui qualcuno vorrebbe comporre tutto a tavolino e precocemente. I congressi devono essere congressi veri, gestiti dai militanti, con un grande confronto di idee e posizioni, non contare le tessere ma confrontare le idee e fare tutti un passo avanti».- Il coordinatore Mario Mantovani non era d’accordo sul fatto che il voto dei nuovi iscritti contasse come quello dei vecchi.«Invece abbiamo introdotto la regola rivoluzionaria una testa un voto. Io ho insistito, è il sale della democrazia. Il voto dei nuovi vale come quello di un parlamentare. Abbiamo 110mila iscritti veri in Lombardia, si vada al voto senza spaccature. E poi vinca il migliore».- Si dice che molte di quelle tessere vengano dalla sua area.«Io non ho fatto propaganda. Ho parlato con la gente perché si iscrivesse. Vedo tanti tesserati, immagino che sia stato lo sforzo di tanti. Soprattutto ho chiesto l’iscrizione a persone libere che devono esprimere il loro parere. Abbiamo voluto i congressi per cancellare l’impressione che c’era finora di un Pdl governato solo dall’alto. Ora è arrivato il momento di esprimersi fino in fondo».- Come vede l’apertura dell’Udc di Casini alla Lega?«Questa è una fase di decantazione nuovissima, con una base parlamentare con partiti anche alternativi tra loro. È chiaro che con l’approssimarsi delle elezioni fra un anno e mezzo tutti cercano di prendere delle misure, di confrontarsi. Ma lo trovo assolutamente positivi. Poi si vedrà quali sono le reali alleanze che si fanno sulle cose da realizzare. Quindi questo dialogo non mi spaventa, anzi ben venga».- Nel Pdl lombardo secondo lei sono di più i sostenitori del governo tecnico o i frondisti?«I nostri iscritti hanno capito molto bene quello che è successo e perché. Un’alleanza a larga base parlamentare è una scelta anomala, ma di fronte a una crisi così grave si sospendono le regole. Certo appena quindici giorni fa i favorevoli nel partito si contavano sulle dita di una mano, mentre ora alla fine sono quasi tutti d’accordo con noi».

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