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Formigoni in via Bellerio per creare l'asse del Nord

Pubblicato da Rossella Minotti Mar, 06/12/2011 - 18:14

ESCE SODDISFATTO, il presidente della Regione Lombardia dall’incontro con la Lega Nord in via Bellerio. Così come è tornato rasserenato da Roma perché la scure dei tagli dovrebbe risparmiare Sanità e Trasporti. Ma mentre nella capitale si taglia, in Lombardia si guarda oltre. L’appuntamento di ieri nella roccaforte del Carroccio con i presidenti di Piemonte e Veneto Cota e Zaia, Roberto Calderoli e Andrea Gibelli era per cercare una convergenza per un’alleanza a livello regionale in modo da porre le basi perché le regioni del Nord contino di più in Europa. Non si è parlato di secessione naturalmente, anche se Giuseppe Civati del Pd ha ironizzato: «Formigoni secessionista? A quando un suo intervento nello pseudo parlamento della Padania?» In realtà i governatori hanno discusso proprio, come anticipato a Vicenza da Calderoli, della possibilità di lavorare sul titolo V della Costituzione, in particolare gli articoli 116, 117 e 119 che parlano delle autonomie locali. Soddisfatto anche il vicegovernatore lombardo Gibelli: «Sono contento — ha detto — che inizi un percorso per un confronto sempre più stretto fra queste tre grandi regioni». Ma le ambizioni di Formigoni vanno al di là del possibile percorso comune con le altre due grandi regioni del Nord governate dall’asse Pdl-Lega. «Con la Lega abbiamo una grande alleanza sul territorio e vogliamo ricostruirla a livello nazionale in vista delle elezioni politiche del 2013», ha detto. Ma non è da escludere che un asse Formigoni-Bossi possa esistere anche in funzione di eventuali primarie del centrodestra. E il fatto che Formigoni sia l’unico esponente del Pdl invitato in via Bellerio rende più concreto questo scenario. NELL’INCONTRO, durato meno di un’ora, Formigoni ha aggiornato i colleghi Cota e Zaia sull’incontro romano. Ma mentre il presidente lombardo si è detto soddisfatto perché «abbiamo ottenuto con sicurezza che non ci saranno tagli sulla sanità e ci è stato garantito il trasporto pubblico locale», i leghisti ovviamente non hanno abbandonato il loro atteggiamento polemico nei confronti del governo Monti: per studiare l’idea di aumentare le tasse dirette e indirette per salvare sanità e trasporti, forse non servivano professori universitari, hanno ribadito.

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