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I virtuosismi di Brunetta

Trovo che Renato Brunetta sia il ministro più popolare del governo Berlusconi. In cinque mesi ha fatto nella pubblica amministrazione quanti altri avrebbero impiegato almeno cinque anni: ha avuto il coraggio e la determinazione di cambiare finalmente pagina in un pachiderma pubblico che ha generato mostri e sprechi. Ma Brunetta è anche un professore universitario capace di spiegare molto bene pregi e difetti dell'economia.

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BOLOGNA PERDE LO SCERIFFO

Bologna perde lo sceriffo. Il sindaco del capoluogo emilano, Sergio Cofferati, ci ha ripensato e ha deciso di non ricandidarsi più smentendo quanto aveva sempre dichiarato: che, cioé, a Bologna avrebbe fatto due mandati. Come volevasi dimostrare: mai fidarsi, con le le dovute eccezioni, della parola dei politici... La rinuncia del Cinese, che al sottoscritto non giunge affatto inaspettata (l'avevo anticipato due anni fa, cioè molto prima di quanto l'abbia detto il leghista Bernardini) assume un significato nazionale che merita particolare attenzione.

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IL MIO MAESTRO unico

In questi giorni di grandi polemiche sul decreto Gelmini e sulla prossima abolizione della figura del maestro multiplo nelle scuole elementari, mi è tornato in mente il mio maestro unico. Sono passati quasi cinquant'anni da quando frequentavo le elementari "De Amicis" di Forlì, ma il ricordo di quell'omone severo ma anche comprensivo che mi ha condotto per mano per quattro anni, dalla seconda alla quinta elementare, è ancora vivo nella mia mente perché, al di là delle sue capacità pedagogiche, è stato un vero maestro di vita per il sottoscritto.

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Epifani, anche lui a casa...

La mia speranza è che, in "zona Cesarini", si trovi una soluzione che scongiuri il fallimento dell'Alitalia, ma se proprio non si riuscirà ad evitare il baratro, mi piacerebbe tanto che il primo a essere mandato a casa sia il segretario generale della Cgil, Epifani. Perché lui, più di ogni altro, è corresponsabile della rottura delle trattative con Cai.

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ALITALIA, HARAKIRI COLLETTIVO

Masochismo allo stato puro.

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Quell' 11 settembre

<Dove c'erano i muri

che andavano su su

a toccare le nuvole del cielo

adesso è rimasto un vuoto d'aria

e c'è chi cerca ancora

se dentro a quel silenzio

sono restate parole sospese>.

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I miei primi cento giorni

Molti amici mi chiedono quale sia il mio primo bilancio da parlamentare dopo poco più di cento giorni d'esperienza a Montecitorio: faccio parte o no della Casta? Come mi sento? Ho rimpianti per il mio passato da direttore di giornali?

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Pantalone e le Ferrovie

L'amico Paolo Francia giudica <bizzarra> la mia proposta di usare anche per le Ferrovie dello Stato lo stesso metro adottato per Alitalia, cioè fare entrare imprenditori privati nel capitale dell'azienda. A parere di Francia dobbiamo tenerci ben strette le Ferrovie che ci costano tanti soldi e, quindi, a pagare ci pensi sempre Pantalone, cioé lo Stato. Strano Paese, il nostro.

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La tela del Guazza

Qualche giorno fa scrissi sul <Carlino> a proposito della situazione di Bologna che mi è parsa molto strana: ho trovato, in questi giorni di fine estate, gente di sinistra che si dice pronta a votare Guazzaloca come sindaco nel 2009 piuttosto che votare Cofferati, e ho invece scoperto gente di centrodestra, anche delle istituzioni, che mi ha sussurrato in un orecchio la seguente frase: <Piuttosto che dare il voto a Guazzaloca scelgo Cofferati>. Ho  quindi voluto registrare una situazione di disagio che va ben oltre la scelta della scheda bianca invocata dalla Gabanelli.

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La Cina è sempre più vicina

Ancora una volta la politica rischia di agitare troppo le acque dello sport. Le polemiche sollevate dal ministro Meloni, e avallate dal capogruppo del PDL al Senato Gasparri, sul boicottaggio degli azzurri alla cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici a Pechino, mi hanno fatto tornare in mente tutte le polemiche sulle Olimpiadi dimezzate di Mosca allorché molti Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, disertarono quella manifestazione.

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