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Giacomino per sempre

Dopo Giacinto Facchetti, Giacomino Bulgarelli: un altro signore del calcio italiano se ne è andato. E con lui se ne va in Paradiso il Bologna che tremare il mondo fa, ma anche una bella fetta di quel football anni Sessanta e Settanta che non sembra neppure lontano parente di quello di oggi, fatto di mercenari e lanzichenecchi del pallone senza fede e senza bandiere, tranne l'amore per il dio denaro.

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ELUANA, DOMENICA DI FOLLIA

Domenica 8 febbraio 2009, una domenica d'ordinaria follia. Sto a guardarmi, seduto comodamente in poltrona davanti alla tv,  la partita di calcio Udinese-Bologna, e, a un certo punto, mi attanaglia un senso d'angoscia: ma come, sto qui a tifare mentre, a pochi chilometri di distanza dallo stadio, in una clinica di Udine una povera donna, Eluana Englaro,  sta morendo di fame e di sete per ordine della magistratura? Come è possibile tutta questa pazzia? In che modo siamo arrivati a questo punto?

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Auto in panne

A leggere alcuni commentatori, le misure che il governo, e in particolare il ministro Scajola, sta varando per tamponare la crisi dell'auto sembrano una semplice riedizione di quanto il governo Prodi fece, alla fine degli anni Novanta, per dare ossigeno al mercato delle quattroruote anche allora in panne, sia pure non in modo così grave come oggi, Allora il Professore dette il via libera alla rottamazione dell'auto, con l'incentivo all'acquisto di nuove macchine, che drogò il mercato e dette un beneficio solo temporaneo alle vendite, finendo per essere solo un brodino cald

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Bologna, ingorgo a destra

Bologna è forse l'esempio migliore di quello che, un tempo, veniva chiamato "potere rosso".

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Crisi interne

A leggere certi giornali, sembra quasi che la crisi interna al Partito Democratico sia molto simile alle tensioni che affiorano dentro la maggioranza. E' vero che, proprio nel momento in cui l'opposizione ha raggiunto  il punto più basso come indice di popolarità, il Pdl e la Lega avrebbero fatto bene a dimostrarsi molto compatte, ma le tensioni e i contrasti emersi in questi giorni nel centrodestra rientrano nei normali giochi di un partito, il Pdl, che deve essere formalmente varato tra due mesi.

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Settimana cortissima

L'idea era nata, quasi per caso, martedì 16 dicembre, parlando con il senatore Francesco Casoli, vicecapogruppo del Pdl a Palazzo Madama. Casoli è anche un imprenditore: mentre io sostenevo che occorreva "pagare meno, pagare tutti", uno slogan contro l'evasione fiscale, il collega ha rilanciato: "lavorare meno, lavorare tutti". A quel punto, ci siamo trovati entrambi d'accordo: di fronte all'emergenza economica, che ci aggredirà soprattutto nel 2009, perché non applicare anche in Italia la formula della settimana cortissima di 4 giorni lavorativi?

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Passo indietro o dialogo?

Delle due, l'una: o la sinistra vuole che il governo faccia due passi avanti e uno indietro, oppure che non sia aperto al dialogo. A leggere certi giornali, ho, infatti, letto, nelle ultime settimane, tutto e il contrario di tutto. L'accusa che, in questi mesi, Veltroni (e non solo Veltroni) hanno fatto a Berlusconi e che il premier agisce come Amatore Sciesa: "Tiremm innanz!", è  il  suo motto.

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I soliti bastian contrari

Siamo in una grande emergenza: è  giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di affrontare, tutti assieme, una situazione difficilissima che a molti ricorda il crac del '29. Anche se non sono più un ragazzino, non ho vissuto quel periodo drammatico che ha sconvolto la vita di milioni di famiglie in tutto il mondo, ma posso già dire che, in sessant'anni, non ho mai visto una situazione di crisi economica come l'attuale.

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Canoni e bollette

In questi giorni ho rilanciato sui giornali una vecchia proposta per far pagare il canone televisivo con la bolletta della luce. Mi potreste chiedere: sono diventato, improvvisamente, un esattore che vuole fare pagare le tasse agli evasori?

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La classe di Obama

Barack Obama non si è ancora insediato alla Casa Bianca, ma ha già dimostrato fiuto politico da vendere sfoderando molta più intelligenza di coloro che in Italia lo vogliano imitare, a cominciare da certi soloni del Partito Democratico. Sappiamo come è andata. L'opposizione e certa stampa hanno voluto strumentalizzare per forza una battuta scherzosa, una delle sue solite boutade, del premier Berlusconi che ha definito il nuovo Presidente degli Stati Uniti "bello, giovane e abbronzato".

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