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Europa, addio

Pubblicato da Giancarlo Mazzuca Sab, 08/05/2010 - 11:00

Il dramma che sta sconvolgendo la Grecia e i mercati borsistici di tutto il mondo può essere considerato come l'ennesimo "De profundis", forse l'ultimo, di quell'ideale europeo che i padri fondatori della Comunità (Adenauer, Schumann, De Gasperi e Gaetano Martino in primis) avevano posto come base della grande costruzione continentale. Al di là delle responsabilità, enormi, del governo di Atene, la Ue ha contribuito pesantemente alla Caporetto valutaria di questi giorni: troppe incomprensioni e divisioni interne, troppi egoismi nazionali, troppi colpevoli ritardi, troppe incredibili sottovalutazioni della situazione....

Bruxelles si è mossa seriamente solo quando i buoi erano ormai scappati dalla stalla e i rimedi erano diventati quasi impossibili: perché i membri dell'Euroclub non si sono attivati all'inizio del 2010 quando già il pianto greco era diventato assordante? Perché la Merkel ha continuato a nicchiare sugli aiuti finanziari alla Grecia  nonostante le pressioni che le arrivavano da più parti? Perché i vertici della Ue non hanno subito costretto all'angolo i partner renitenti? Perché la Bce - e con lei i tanti soloni economisti e i tanti "fans" della finanza facile che hanno favorito i soliti speculatori -  non ha subito avvertito chiaramente l'opinione pubblica sui gravi rischi che stava correndo l'euro? E' demenziale che i potenti del Vecchio Continente siano ora costretti a riunirsi a Bruxelles di notte, in tutta fretta, per adottare soluzioni d'emergenza quando la stessa emergenza poteva essere tranquillamente evitata adottando per tempo le adeguate misure.

In queste settimane, l'Europa ha dato prova di grandissima improvvisazione. Quella stessa improvvisazione con cui, alla fine degli anni Novanta, era stato varato il progetto della moneta comune. In quei giorni (l'Italia era rappresentata dall'allora premier Prodi) ero anchi'io a Bruxelles come inviato del QN: ricordo l'enfasi con cui era stata circondata la nascita della moneta comune che sembrava davvero la panacea di tutti i mali. I fatti hanno, purtroppo, dimostrato che non era affatto così: per l'Italia partecipare all'Eurozona sembrava, allora,  una questione di vita o di morte. Abbiamo visto, invece,  che ci sono stati Paesi e monete, come la Gran Bretagna e la sterlina, che sono restati fuori dal club valutario e che sono sopravissuti senza tanti problemi. E allora? Diciamocela tutta: ancora una volta la retorica che ha sempre circondato l'Europa ha finito per tradirci.

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