• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Anche Sanremo fa politica

Pubblicato da Giancarlo Mazzuca Dom, 21/02/2010 - 12:51

Maurizio Costanzo è un vecchio navigatore della tv e, in altri tempi, avrebbe evitato di cadere nelle strumentalizzazioni politiche come invece ha fatto, l'altra sera, durante la finale del Festival di Sanremo. Nessuno ovviamente cerca di nascondere le gravissime difficoltà economiche attraversate dal Paese: sappiamo tutti che la situazione è da "allarme rosso" e che, soprattutto sul piano dell'occupazione, dobbiamo affrontare una vera e propria emergenza. Ma voler parlare dei cassintegrati Fiat di Termini Imerese davanti al salotto di venti milioni di italiani in uno dei pochi momenti di svago che, di questi tempi, ci sono concessi, mi è sembrato assolutamento inopportuno. Intendiamoci, nessuno vuole sottovalutare il dramma dei senza lavoro ed è importante, importantissimo, scriverne e discuterne il più possibile. Ma, tra una canzonetta e l'altra di Sanremo, tra cantanti e ospiti che, per una comparsata all'Ariston, prendono "cachet" da capogiro (anche trecentomila euro), diventa assolutamente demagogico e strumentale fare un "talk show" sulla disoccupazione. Non solo: mi è sembrata una gravissima violazione della "par condicio", in tempi di campagna elettorale, dare la parola anche al segretario del Pd, Pierluigi Bersani che ha fatto un discorso politico peraltro molto contestato dal pubblico dell'Ariston. E' vero che Costanzo ha poi dato il microfono a Scaiola: il ministro ha giustamente ricordato come si fosse nel vivo di una trasmissione di spettacolo che non poteva prevedere interventi di natura politica. Ma, ormai, la frittata era fatta: i partiti minori hanno ora tutte le ragioni per protestare. Se "par condicio" ha da essere, che "par condicio" sia.

 Come membro della Commissione bicamerale di Vigilanza Rai, ho approvato , l'altra settimana, un proposta del radicale Beltrandi, eletto nelle liste del Pd, che dà un giro di vite alle trasmissioni giornalistiche, da "Porta a porta" ad "Annozero",  nel mese che precede il voto mentre consente, invece, più spazio alle tribune politiche. Contro quell'emendamento c'è stata la levata di scudi degli altri componenti del Pd e di tutto il consiglio d'amministrazione Rai: dovremmo, insomma, chiudere un occhio perché, altrimenti, si ridurrebbero gli introiti pubblicitari dell'ente radiotelevisivo. Costanzo ha invece dimostrato, sabato sera, cosa succederebbe se davvero la Vigilanza Rai chiudesse un occhio: già adesso, neppure il Festival di Sanremo si salva più dalla politica e dalla demagogia. Di questo passo, cosa ci sarebbe, dopo, dietro l'angolo...

|
salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.