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Europa, addio

Il dramma che sta sconvolgendo la Grecia e i mercati borsistici di tutto il mondo può essere considerato come l'ennesimo "De profundis", forse l'ultimo, di quell'ideale europeo che i padri fondatori della Comunità (Adenauer, Schumann, De Gasperi e Gaetano Martino in primis) avevano posto come base della grande costruzione continentale.

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La Resistenza nelle scuole

La polemica è scoppiata, violenta, alla fine di marzo. I sindacati della scuola sono scesi in campo sostenendo che, nei nuovi programmi dei licei, non si facesse alcun accenno esplicito alla Resistenza. Secca la replica del ministero dell'Istruzione che, in una nota, ha sostenuto come fosse destituita da ogni fondamento la notizia sul blackout: <Lo studio sulla Resistenza è importante - ha ribadito il ministero - ed è previsto dalle nuove Indicazioni nazionali nell'ambito della storia della Seconda Guerra Mondiale e della nascita della Repubblica.

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I partigiani con le stellette

Mi auguro che questo 25 Aprile, 65 anni dopo la fine della guerra, serva a voltare definitivamente pagina sul lungo oblio che, per troppo tempo, è stato dettato da una certa egemonia ideologica, finendo per dare un'idea distorta di una delle fasi più drammatiche,ma anche più eroiche, della storia d'Italia.

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Candidato, ma non per sempre

Quando mi chiesero di candidarmi a sindaco di Bologna, ero già in lizza per le Regionali: accettai di cambiare la bicicletta in corsa perché consideravo il problema del capoluogo emiliano prioritario rispetto al resto. Da allora sono passati più di due mesi e nulla è cambiato. O meglio: è cambiata la data delle elezioni. Nel senso che in gennaio le Comunali sembravano poter essere indette in contemporanea con le Regionali, mentre oggi, salvo colpi di scena, paiono slittare al 2011.

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Sono un cacciatore di candidature?

Qualche collega deputato un po' smemorato ha detto l'altro giorno che, essendo io un cacciatore di candidature, avrei sottoscritto senza batter ciglio la proposta di Gianluca Galletti di sottoscrivere il suo disegno di legge per cercare di anticipare a ottobre le elezioni comunali a Bologna che, altrimenti, slitterebbero a primavera del prossimo anno.

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I viaggi faraonici di Peppone

Esattamente un anno fa, a metà marzo del 2009, uscirono "I faraoni", il libro che ho scritto con Aldo Forbice, sulle mille caste del potere pubblico che stanno dissanguando l'Italia. Un libro di denuncia che, da infiltrato speciale nel Palazzo, cerca di denunciare i tanti privilegi e  i tanti sprechi che hanno contribuito a far raggiungere all'Italia un poco invididiabile record: il terzo debito più elevato al mondo.

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Anche Sanremo fa politica

Maurizio Costanzo è un vecchio navigatore della tv e, in altri tempi, avrebbe evitato di cadere nelle strumentalizzazioni politiche come invece ha fatto, l'altra sera, durante la finale del Festival di Sanremo. Nessuno ovviamente cerca di nascondere le gravissime difficoltà economiche attraversate dal Paese: sappiamo tutti che la situazione è da "allarme rosso" e che, soprattutto sul piano dell'occupazione, dobbiamo affrontare una vera e propria emergenza.

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Quale futuro per Bologna

Ho partecipato stamani all'incontro organizzato dal presidente della Camera di Commercio di Bologna, Bruno Filetti,  sul futuro della città dopo le dimissioni del sindaco Delbono. Alla riunione erano presenti quasi tutti i parlamentari bolognesi e i rappresentanti delle categorie produttive. Il quadro che è emerso è abbastanza proccupante: al di là del "forfait" di Delbono, la città sta attraversando una gravissima crisi economica e appare senza idee, senza un futuro.

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Bologna, sedotta e abbandonata

Se vent'anni fa il cardinale Biffi definì Bologna una città sazia e disperata, oggi il capoluogo emiliano potrebbe essere considerato una citta sedotta e abbandonata. Sedotta da una sinistra in gravissima crisi, dilaniata dallo scandalo Delbono, con un modello economico di sviluppo un tempo molto apprezzato e oggi andato in frantumi. Abbandonata  perché la città, da sempre considerata un'isola felice, appare ripiegata su se stessa, vecchia e senza progetti per il futuro. In queste settimane, molti mi hanno chiesto perché si è rotto il bel giocattolo sotto le Due Torri.

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Bologna, sedotta e abbandonata

Se vent'anni fa il cardinale Biffi definì Bologna una città sazia e disperata, oggi il capoluogo emiliano potrebbe essere considerato una citta sedotta e abbandonata. Sedotta da una sinistra in gravissima crisi, dilaniata dallo scandalo Delbono, con un modello economico di sviluppo un tempo molto apprezzato e oggi andato in frantumi. Abbandonata  perché la città, da sempre considerata un'isola felice, appare ripiegata su se stessa, vecchia e senza progetti per il futuro. In queste settimane, molti mi hanno chiesto perché si è rotto il bel giocattolo sotto le Due Torri.

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