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Tornano anche gli Stone Roses, maledette e amate reunion

Pubblicato da Matteo Massi Mar, 18/10/2011 - 21:19

La Manchester musicale non sarebbe stata quella Manchester musicale lì, se non ci fossero stati gli Stone Roses. La notizia che la band di Ian Brown - con tutti i componenti al posto giusto - tornerà a riunirsi per una doppietta in casa, a Manchester appunto, il 29 e il 30 giugno del 2012 ha fatto sobbalzare dalla sedia chiunque, agli inizi degli anni novanta, canticchiava "I wanna be adored". Ha, probabilmente, messo d'accordo perfino i fratelli Gallagher. In fondo, entrambi confessavano che "I wanna be adored" era la loro canzone. E probabilmente i fratellini-coltelli Oasis non avrebbero nemmeno preso in mano le chitarre se non avessero visto gli Stone Roses in azione. Non è un caso se Nme nel 2003 ha considerato l'album omonimo il disco più importante e più influente della storia del rock. Influente sicuramente, perché il concetto di brit-pop che poi si sarebbe espresso in altre forme e declinazioni nasce proprio con loro. Perfino i Primal Scream, in qualche maniera, hanno un debito di riconoscenza. E non solo, post scioglimento, per le incursioni di Ian Brown nella band di Gillespie. Raccontano John Squire, il chitarrista, e Ian Brown, il cantante, che l'idea di rimettersi insieme è nata dopo un funerale. Possibile. D'altronde l'anedottica delle reunion ci ha abituato a ben altri immaginifici e visionari racconti. La realtà, senza essere crudeli ma un pochino cinici sì, è che avevano bisogno di questa reunion. Che sia per raccattare un po' di soldi o per riaffermare il proprio ego musicale, poco importa. La corsa al biglietto è già iniziata con il relativo e sterile dibattito sulle reunion. Che effetto fa vedere Ian Brown con qualche capello imbiancato o qualche ruga in più di nuovo sul palco? Forse l'effetto sarà meno invasivo del riascoltare invece le canzoni con cui, i Gallagher a parte, molti legittimi maniaci musicali hanno costruito la propria discografia. Queste reunion - sarà il tempo che passa - ma continuano a creare qualche leggera palpitazione di cui dimenticavamo l'esistenza. Non tutti sono come il Cheyenne dell'ultimo film di Sorrentino ("This must be the place"), rockstar depressa che sotterra le tentazioni di tornare sul palco e si rivitalizza solo quando si mette a cercare l'aguzzino nazista del padre. Non tutti appunto. Per fortuna. Che poi la reunion rischi di rivelarsi una "boiata pazzesca" sta nell'ordine delle cose. Ma rivedere gli Stone Roses, e per giunta a Manchester, che rifanno "I wanna be adored" ci fa comunque già sentire meglio. Anche se non sappiamo come andrà a finire. Una mozione degli affetti cui non sappiamo dire di no.

p.s. Un consiglio per la lettura su questo argomento, anche se non si parla di Stone Roses,  è il libro di Tim Thornton "L'eroe alternativo", Isbn edizioni

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