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L'indignato Elvis Costello e la crisi: "Non comprate il mio disco: costa troppo"

Pubblicato da Matteo Massi Mar, 29/11/2011 - 18:56

Pensavano fosse uno scherzo. E invece non lo era. Se vi è balenata in testa l'idea, anche solo per un istante, da fan sfegatati di Elvis Costello, di comprare il suo maxi cofanetto alla modifica cifra di  212 sterline (250 euro, centesimo più o centesimo meno secondo il cambio di giornata), riflettete su che cosa dice il vostro idolo a proposito del suo lavoro: "Costa troppo, non compratelo". L'Universal che pensava a uno scherzo, con un po' di sano humour britannico, ha chiesto spiegazioni, ma il buon Elvis ha detto che non scherzava affatto. Anzi, ha rilanciato e ha aggiunto: "Se proprio dovete comprare un disco, comprate la raccolta di Louis Armstrong (10 album rimasterizzati). Costa 150 dollari e risparmiate". Un ottimo (s)consiglio per gli acquisti a seconda da dove lo si guarda. Decisamente sovversivo l'Elvis che sputa, senza vergognarsene,  nel piatto dove mangiava, mangia e forse mangerà. Più indignato degli indignati che scendono in piazza per non pagare la crisi. Certo, i diritti sui successi della sua carriera non glieli toglierà nessuno ed essere "precari" come lui (contratti in scadenza con le case discografiche, etc), è veramente un lusso. Però, il colpo di teatro dell'indignato Costello non può non far discutere. Si scaglia contro il maxi prezzo stabilito dalla sua casa discografica per questo cofanetto che non aggiunge quasi nulla di nuovo sul suo repertorio e nel suo sito internet aggiunge: "Non mi sento di consigliarvi l'acquisto, il prezzo è uno scherzo o è un errore di stampa". Non male a pochi giorni dall'avvio dello shopping natalizio. Più luddista dei luddisti e più punk dei punk, senza rompere nemmeno uno strumento, l'amico Elvis. A volte bastano anche le parole per stanare, per dirla alla Sex Pistols, quella che può sembrare come la "grande truffa del rock'n'roll" ("The great rock'n'roll swindle")... A volte anche le canzonette sono troppo care. E non riescono a muovere  la mozione degli affetti nemmeno di chi le ha create.

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