• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Gainsbourg: Serge, Charlotte e Lulu, quando la musica è una questione di famiglia

Pubblicato da Matteo Massi Ven, 04/11/2011 - 15:49

Ecco Lulu. Suo padre si chiamava Serge. Serge Gainsbourg. La sua sorellastra è Charlotte, stesso padre e madre diversa (Jane Birkin). L'argenteria musicale della famiglia Gainsbourg, di proprietà del padre scomparso nel 1991, viene lucidata con una certa frequenza. E così anche Lulu si dà al canto e al tributo del patrimonio musicale del papà che è vasto e disseminato di canzoni che hanno fatto la storia della canzone francese. Se il tuo babbo si chiama Serge Gainsbourg e tutti ne parlano ancora, a vent'anni di distanza dalla morte (a proposito un anniversario che rischia di passare sotto traccia, se non fosse proprio per Lulu), non puoi non paralizzarti di fronte a qualsiasi scomodo paragone. Perché non hai mai bruciato una banconota da 500 franchi (c'è l'euro ora) in diretta tv e perché a più di cinquant'anni (Lulu ne ha soltanto la metà, ma non è una questione generazionale) non hai registrato un disco reggae con Peter Tosh. Lui, Serge, ha fatto questo e molto altro. E così Charlotte, ad esempio, ha cominciato col cinema. In questi giorni è nelle sale l'ultimo di Lars Von Trier "Melancholia" dove fa la sorella che sta (apparentemente) meglio dell'inquieta e (giustamente) premiata Kirsten Dunst. Ma quando Charlotte ha deciso di darsi alla musica, facendo conoscere quella vocina che poteva pure ricordare quella di Mammà Jane, ha fatto due dischi niente male. Nel primo ("5.55") si è fatta aiutare dagli Air ed è riuscita nell'impresa di fare forse meglio dei sodali che avevano costruito tutto un loro disco, attigendo e inventando strumenti musicali fin troppo orientaleggianti nel sognare un mito giapponese. Altro che Lost in Translation. Poi ci ha provato con Beck ("Irm") e anche lì non ha sbagliato la mira. Lulu invece, profumo da enfant prodige (a 5 anni suonava già il piano), ha preferito confrontarsi subito col mito paterno, Charlotte ci aveva dialogato fin troppo scandalosamente in un film che fece infuriare la Francia intera ("Charlotte forever", 1986). Lulu, in questi mesi, ha girato buona parte dell'Europa e anche oltre per strappare duetti con cui costruire questo disco che ha un titolo che dice già tutto: "From Gainsbourg to Lulu". L'album uscirà a metà mese (il 14 novembre) e regala anche degli insoliti duetti: ci sono Johnny Depp e Vanessa Paradis, ma anche Marianne Faithfull (e non abbiamo dubbi sul fatto che la voce di Marianne ci stia benissimo in questo tributo) e Iggy Pop. Ma Lulu è arrivato fino a scomodare Shane MacGowan, il leader dei Pogues. Per ora gira in rete un video assai seducente di "Bonnie & Clyde". Lulu ha deciso di coverizzare uno dei pezzi più famosi del padre, servendosi di Scarlett Johansson che ha sempre avuto velleità da cantante, già quando provò a ricantare le canzoni di Tom Waits. Scarlett nel video è alle prese con diverse bottiglie di champagne, un po' alla Dita Von Teese ma senza essere estremamente burlesque e un po' alla Brigitte Bardot. Più la seconda della prima. Un bell'apripista comunque per un album che vuole ricordare il mito Serge. E Lulu come se la cava? Se la cava, perché la tecnica non gli manca. Punto. Ha già fatto tutto il padre però. E a lui non resta che ricordarlo. 

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.