• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Oggi si prova a pensar bene

Pubblicato da Giuseppe Mascambruno Lun, 13/06/2011 - 14:50

NELLE ULTIME quarantott’ore mi è sembrato di vivere in un Paese normale. Di quelli che, pur nella opportuna, auspicata e doverosa diversità di visioni, fanno uno sforzo per evitare di perdersi nella consueta e avvilente rissa ideologica e discutono finalmente di problemi veri, sostanziali, cari alla quotidianità di noi tutti. Al punto, davvero sorprendente, di ipotizzare anche soluzioni condivise. Siccome non ci siamo abituati, l’impatto ha avuto un che di traumatico, quasi una perdita di percezione dei confini tra la realtà e il sogno. Vediamo quanto dura. Probabilmente poco, ma intanto vale la pena di goderne i piacevoli effetti, nella speranza che non svaniscano del tutto.A Santa Magherita Ligure, l’assemblea annuale dei giovani industriali — che ha segnato anche il debutto del neopresidente, il fiorentino Jacopo Morelli — ha avuto il merito, cosciente che il pulpito non è certo esente da responsabilità, di porre al centro dell’agenda politica nazionale l’emergenza della «generazione perduta», ovvero dei nostri giovani condannati a un’interminabile stagione di disoccupazione o, nella migliore delle ipotesi, alla disperante insicurezza di un’occupazione precaria e umiliante.  

A FIRENZE, il forum che si è svolto nella sede del nostro giornale a conclusione di una martellante campagna che La Nazione ha condotto per il rilancio delle infrastrutture come non più rinviabile volano di sviluppo (e quindi di lavoro) in Toscana e nel centro Italia, ha messo insieme tutte le voci della politica, delle istituzioni, delle forze economiche, sindacali e del credito in un confronto che ha espresso un’inedita assonanza di obiettivi. Mai tentata, e qui sta il miracolo, dalla ghiotta occasione di usare la ribalta per il consueto teatrino mediatico.Detta così, può sembrare l’ingannevole retorica del «fare squadra» che fino a oggi ha prodotto più delusioni che risultati. E’ evidente che l’emergenza giovanile o il recupero del pauroso deficit di grandi opere, entrambi essenziali al rilancio del Paese, non si risolveranno d’incanto domani mattina. E’ altrettanto evidente che nessuno di noi cade nel candore di un’Alice che d’improvviso si ritrova nel Paese delle meraviglie di una politica disposta ad abbassare le armi per coltivare il bene comune.Tuttavia sarebbe sbagliato non cogliere i sia pur timidi segnali di una condivisione più larga e sostanziale che, dalla periferia al centro del sistema-Paese, si va affermando per restituire all’Italia una prospettiva di sviluppo. 

La riforma fiscale, pur con tutte le prudenze invocate da Tremonti e imposte dalla congiuntura ancora critica, sta diventando qualcosa di più concreto e praticabile di un espediente di stampo elettoralistico. Con l’obiettivo, ribadito a Santa Margherita, di liberare risorse da destinare in via prioritaria alla creazione di opportunità di lavoro stabili per le nuove generazioni. La consapevolezza, finalmente condivisa, di recuperare decenni di colpevoli rinunce ideologiche al completamento infrastrutturale di territori strategici come la Toscana (e con essa l’Umbria, le Marche) sta accelerando progetti di collaborazione pubblico-privata impensabili fino a poco tempo fa. E che quest’area centrale del Paese può sperimentare a beneficio di tutti.Come si dice, se son rose fioriranno. Almeno per questa domenica ci vogliamo concedere un lusso: pensare bene.

giuseppe.mascambruno@lanazione.net

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.