• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

La svolta impaludata

Pubblicato da Giuseppe Mascambruno Dom, 05/06/2011 - 17:30

SIAMO così sicuri che l’esito delle ultime elezioni amministrative stia producendo davvero l’effetto di una scossa al sistema politico nazionale e locale? Dove per scossa si vuole e si deve intendere l’innesco di un processo di reale e profondo cambiamento del modo di interpretare il rapporto tra governanti e governati. 

 

Che oggi coincide con la fase storica, inevitabilmente crepuscolare, del ciclo quasi ventennale identificato con Berlusconi e il berlusconismo. Ma che, sul piano più generale, esprime in realtà una domanda ben più vasta e urgente di ammodernamento dell’offerta politica e istituzionale di fronte al persistere della crisi finanziaria, economica e sociale. Esigenza che non riguarda solo il Cavaliere e la sua eventuale successione, perchè chiama alla sfida entrambi gli schieramenti, centrodestra e centrosinistra. 

 

Le cronache di questi ultimi giorni non sembrano così incoraggianti. Il neosegretario del Pdl, Angelino Alfano, è armato (e come potrebbe essere diversamente?) delle migliori intenzioni: annuncia congressi e primarie per tutti per dare il suo decisivo contributo alla costruzione di una Terza Repubblica che riporti il cittadino-elettore al centro della scena democratica con il ritorno delle preferenze contro la casta dei nominati. 

 

E’ INTERESSE non solo di parte, ma di chiunque abbia a cuore l’affermazione delle regole di una democrazia dell’alternanza, forte e credibile, che Alfano riesca nel suo compito. Certo è che, aldilà delle formalità di circostanza, nell’attuale oligarchia di potere non pare proprio che circoli una gran voglia di assecondare le ambizioni del giovin regista. La campanella del tempo scaduto trova tutti più che mai inchiodati ai banchi del potere fin qui occupati, pronti a riposizionarsi sotto le bandiere di antiche logiche correntizie. Nessuno che senta il richiamo, dignitoso prima che politico, dell’uscita di scena, del farsi da parte a favore di un ricambio che marchi la discontinuità, il cambio di stagione. L’antica regola compromissoria del tutto all’apparenza cambi perchè, alla fine, nella sostanza nulla cambi, contagia anche chi oggi, il centrosinistra, non riesce a capitalizzare il successo elettorale in patrimonio comune, sotto le spinte rivendicative di una sinistra massimalista che presenta il conto a un Pd sempre più diviso al suo interno, per questo ancor più condizionato e condizionabile. E che rischia, come sta già avvenendo in queste ore in Toscana, significativo laboratorio degli equilibri nazionali dell’incerta alleanza, di rallentare fino all’ennesimo stop l’appena accennato tentativo di dare una risposta ai bisogni reali di governo del territorio.

E’ IL CASO delle scelte strategiche sulle infrastrutture — per le quali questo giornale sta conducendo da settimane una battaglia — che rischiano di tornare a impaludarsi nell’estenuante melma dei ricatti incrociati (politici, ma anche personali) che niente hanno a che fare con gli interessi quotidiani dei cittadini.L’agenda del fare nelle corti vecchie e nuove della politica torna a essere sopraffatta dai confronti muscolari e dagli appetiti di potere di chi non molla l’osso neanche sotto la più pesante delle bastonate. Mentre qua fuori, tra la gente che chiede idee e, con esse, facce nuove, si allungano i tempi di una svolta, operosa e responsabile, alla cui realizzazione la crisi non concede più alcuna possibilità di rinvio.giuseppe.mascambruno@lanazione.net

-->

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.