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Questioni morali

DICO SUBITO che mi dispiace che sia spuntato il nome di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, nell’inchiesta per corruzione e frode che ha travolto il manager targato Pd, Franco Pronzato, al centro di un presunto giro di mazzette per favorire appalti, in questo caso, legati al trasporto aereo.

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Il remake di Parma

Giovedì si riunisce il consiglio dei ministri per quello che qualcuno, in preda forse a eccessivi entusiasmi, ha già definito il «D-Day» dell’assalto al Bengodi della Casta. Giulio Tremonti, il ministro mani di forbici, sta mettendo a punto la manovra di tutela dei conti pubblici e di revisione fiscale contenente anche un allettante pacchetto di tagli ai costi della politica. Che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe dare una prima risposta all’indignazione, ormai incontenibile nel Paese, nei confronti di prebende e privilegi.

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Tasse e tagli, la sfida finale

NON sappiamo cosa dirà Bossi oggi sul pratone di Pontida. Ma è certo che due autorevoli ministri leghisti ieri hanno depotenziato non poco la grande attesa per il discorso del Senatur, sposando in pieno l’ultimatum che Cisl e Uil hanno lanciato al governo: «riforma fiscale subito o se ne vada».

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Oggi si prova a pensar bene

NELLE ULTIME quarantott’ore mi è sembrato di vivere in un Paese normale. Di quelli che, pur nella opportuna, auspicata e doverosa diversità di visioni, fanno uno sforzo per evitare di perdersi nella consueta e avvilente rissa ideologica e discutono finalmente di problemi veri, sostanziali, cari alla quotidianità di noi tutti. Al punto, davvero sorprendente, di ipotizzare anche soluzioni condivise. Siccome non ci siamo abituati, l’impatto ha avuto un che di traumatico, quasi una perdita di percezione dei confini tra la realtà e il sogno. Vediamo quanto dura.

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La svolta impaludata

SIAMO così sicuri che l’esito delle ultime elezioni amministrative stia producendo davvero l’effetto di una scossa al sistema politico nazionale e locale? Dove per scossa si vuole e si deve intendere l’innesco di un processo di reale e profondo cambiamento del modo di interpretare il rapporto tra governanti e governati. 

 

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La sana dieta della politica

VENERDÌ scorso, all’antivigilia dei ballottaggi che oggi e domani, in particolare a Milano e Napoli, chiudono una delle più rissose e mortificanti partite elettorali degli ultimi anni, ho partecipato a un incontro politico-istituzionale che mi ha fatto provare, almeno per un paio d’ore, la gradevole sensazione di essere in un altro mondo.

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Indignados senza schemi

CONDIZIONATI come siamo dal nostro passato, osserviamo il presente e immaginiamo il futuro senza voler correre tanti rischi. E ci attacchiamo ai maniglioni di sicurezza delle certezze del già visto, del già vissuto, del già analizzato. Come se tutto quel che accade altro non fosse che una replica di quanto la storia ha già raccontato. Perchè il nuovo, l’assenza di schemi, la fantasia imprevedibile spaventano.

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Il pensiero ai giovani

OGGI E DOMANI si vota. Del valore politico nazionale, di umore quasi referendario, che maggioranza e opposizione assegnano a questa scadenza elettorale amministrativa avete già visto, sentito, letto, sapete in abbondanza e vi sarete già fatta un’opinione. Anche se i sondaggi hanno segnalato fino all’ultimo un’altissima percentuale di indecisi che scioglieranno i propri dubbi solo poco prima di entrare in cabina. 

 

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Il Paese avvelenato

CON IL DEPOSITO delle liste per le prossime amministrative di metà maggio, si è aperta ufficialmente la campagna elettorale. Ovvero quel periodo, previsto e limitato dalla legge, destinato — secondo un nobile intento svaporato sulla carta — alla sana competizione di uomini e di idee per la democratica conquista del governo della cosa pubblica attraverso il consenso popolare.

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140 domande sulla giustizia

LIVORNO, 10 aprile 1991, ore 22,25. Un traghetto della Navarma, il «Moby Prince», con 141 persone a bordo, appena fuori dal porto entra in collisione con la petroliera «Agip Abruzzo», carica di greggio. Sul traghetto, divorato dalle fiamme, c’è un solo superstite. E’ la più grande sciagura della marina mercantile italiana dal dopoguerra. Quasi vent’anni di indagini, due inchieste giudiziarie, nessun colpevole. 

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