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Requiem da Fukushima

Pubblicato da Uberto Martinelli Mar, 03/05/2011 - 19:22

La notizia è apparsa di sfuggita sui principali quotidiani e sui siti di informazione: lo scorso 25 aprile la prefettura di Fukushima ha effettuato un'operazione, tecnicamente definita di eutanasia, nei confronti degli animali allevati nel raggio di 20 chilometri intorno alla centrale nucleare, gravemente danneggiata dallo tsunami, seguito al terremoto, che ha colpito la zona nord-orientale del Giappone. Sei funzionari della prefettura, compresi alcuni veterinari, sono entrati nella zona vietata dove operavano quasi quattrocento aziende dedicate all'allevamento di bovini, suini, polli e anche di un centinaio di cavalli.

Ovviamente, di fronte alla perdita di decine di migliaia di vite umane, tra morti e dispersi, l'eliminazione programmata di animali comunque destinati all'alimentazione umana passa in secondo piano, non v'è dubbio. Eppure, i video che documentano la notizia sono devastanti, non meno delle terribili immagini che hanno mostrato in diretta la catastrofe nipponica. Si possono vedere recinti con all'interno animali distesi in posizioni spesso innaturali, come se mucche, polli, maiali e cavalli si fossero addormentati facendo un incubo mostruoso, inaccettabile, raccapricciante.

Corpi contorti, distrutti, sculture morenti di una tragedia senza fine, scene prive di colore, come se il mondo, a Fukushima, fosse diventato solo bianco, nero e grigio, quasi per pudore, di fronte al nulla, alla rassegnazione, all'incapacità di accettare quello che si sta vedendo con i propri occhi. E su tutto il silenzio, il silenzio indescrivibile che ammanta ogni cosa come un sudario, rotto solo dai lamenti dei pochi animali sopravvissuti, destinati comunque ad andarsene in fretta, come se l'uomo volesse calare un sipario senza fine su una tragedia senza fine.

Cosa resta di questa notizia? Resta il fatto che l'uomo, quasi sempre, ha la possibilità di scegliere il proprio destino, nel bene e nel male, mentre milioni di animali in tutto il mondo, come i cavalli, le mucche, i maiali e i polli di Fukushima, no. Forse per questo motivo la notizia non è stata data con risalto. Perché non ci interessa se un cavallo muore per le radiazioni, ci interessa eliminarlo per non correre il rischio di mangiarne le carni contaminate. Giustamente, un videoamatore giapponese ha accompagnato il silenzio dell'orrore con il Requiem di Verdi: "Re-quiem", canta il coro, "Re-quiem". Canta per voi, vittime di Fukushima, uomini o bestie non importa, ma soprattutto canta per noi e per la nostra indifferenza. 

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