• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Quarant'anni sulla Luna: i ricordi di Margherita Hack, Paolo Villaggio, Roberto AMato

Pubblicato da Rossella Martina Lun, 20/07/2009 - 11:33

Dov’era Margherita Hack il 20 luglio del 1969, giorno in cui l’uomo, nella persona dell’astronauta Neil Armostrong,  per la prima volta metteva piede sulla Luna?

L’astrofisica fiorentina aveva 47 anni, era già una scienziata famosa, stava tornando a Trieste, al ‘suo’ Osservatorio, da un convegno su stelle e affini che si era svolto a Frascati. Ma volendo assistere al magico momento si fermò a Firenze, da suo padre.

<Il problema – spiega la professoressa – era che il mio babbo non aveva mai voluto acquistare un televisore. Allora quel pomeriggio andammo a comprare una televisioncina portatile, di quelle con l’antenna incorporata. Ma si vedevano solo ombre, ombre grigio chiaro e grigio più scuro. Più che vederlo l’allunaggio, lo indovinammo. Però fu lo stesso un grande avvenimento!>.

- Fu un grande avvenimento anche per la scienza?

<Sicuramente fu più un grande avvenimento ‘umano’ che scientifico. Enorme soprattutto dal punto di vista tecnologico. Dal punto di vista più strettamente scientifico ci furono soprattutto delle conferme di ciò che era stato osservato dalla Terra. Poi furono portati ‘pezzi di luna’ attraverso i quali si è potuta definire la struttura chimica del suolo, quella interna, la concentrazione di massa, le variazioni dell’accelerazione di gravità. Però, ripeto, è stata una tappa dell’Uomo più che dell’astronomia>.

- In questi quarant’anni c’è stato qualcosa che possiamo paragonare al primo uomo sulla luna?

<Dal punto di vista scientifico si sono fatti enormi progressi nella conoscenza dell’universo, ma ciò che si è raggiunto è stato molto meno spettacolare, meno sensazionale, meno televisivo. Le scoperte, però, sono di gran lunga superiori a quelle fatte mettendo piede sulla luna>.

- Ad esempio?

<Abbiamo osservato direttamente la struttura dell’universo; abbiamo le immagini della prima galassia formatasi a 700 milioni di anni dal Big Bang. Si è scoperto che l’universo non è formato in maggioranza da quegli elementi che compongono la terra, il nostro sistema solare, l’uomo stesso, bensì dalla materia oscura, una materia che non emette nessun tipo di radiazione ma fa sentire la sua forza di attrazione gravitazionale>.

- Anche sull’età dell’universo si sono fatti enormi passi in avanti.

<Fino a qualche decennio fa si ipotizzava che l’età dell’universo stesse tra i dieci e i venti miliardi di anni, oggi siamo in grado di rimpicciolire la forbice tra 13,6 e 13,7  miliardi di anni, ossia con una oscillazione di soli cento milioni di anni. Le scoperte più recenti ci hanno permesso di poter formare un album di famiglia dell’universo: da bambino, da giovane, da adulto... e ancora: pensavamo che l’espansione dell’universo stesse decelerando a causa della forza gravità e invece ci siamo resi conti che a partire da cinque, sei miliardi di anni dopo il Big Bang, è iniziata una accelerazione>.

- Il prossimo traguardo ‘spettacolare’?

<Arriveremo su Marte>.

- Perché proprio Marte?

<Perché Mercurio non ha atmosfera, Venere ha un’atmosfera che l’avvolge formando una specie di effetto serra con temperature che raggiungono i 500 gradi. Marte invece ha una tenue atmosfera, più sopportabile, con temperature  che vanno dai 10 ai 20 gradi di giorno e fino a meno 80 di notte: lì sarà possibile costruire delle residenze, delle cupole trasparenti all’interno delle quali si potrà ottenere un’atmosfera respirabile, coltivare piante, stabilire punti fissi di osservazione e attrezzare laboratori>.

E dovremo sopportare l’orribile neologismo ‘ammartare’?

<Be’, abbiamo tempo, cerchiamo di trovare qualcosa di meglio:  gli ottimisti parlano di arrivare su Marte nel 2030, ma io direi piuttosto 2050>.

 

Paolo Villaggio non ha solo interpretato “La voce della luna” di Federico Fellini, egli ha ben altre affinità con il nostro satellite perché, qualcuno lo ricorderà, nel ’69 era in studio la notte della lunga diretta con Tito Stagno e gli altri giornalisti e ospiti Rai.

<Ero in Tunisia in vacanza – racconta l’attore  -  mi chiamarono e mi dissero di andare subito a Milano, al Teatro Fiera 1, per partecipare a questa trasmissione che durava tutta la notte e quindi c’era bisogno anche di intrattenere il pubblico. Facevo l’animatore-conduttore della parte spettacolare e ricordo che feci innervosire Gino Paoli perché quando lo presentai dissi che anche se eravamo entrambi di Genova lui non mi salutava mai. Era ancora quel Gino Paoli un po’ incazzoso e non la prese bene. A parte questo fu una magnifica emozione, quando Tito, col suo farfallino e i capelli ossigenati gridò: Toccato! Toccato! Un sogno. Mi sono emozionato così solo nell’82 quando l’Italia vinse la Coppa del Mondo in Spagna. Nel ’69 comunque, dopo la trasmissione, all’alba, andammo a mangiare una pizza vicino alla Fiera e vedemmo molta gente in giro che non era andata a letto, non c’era l’euforia che può dare la vittoria del Mondiale, ma si vedeva bene che eravamo tutti toccati da quello che era successo, sì, si leggeva sui volti l’emozione della luna!>.

 

... sulla foglia più alta cresce a spicchi

la luna settimina

e prematura

piega un poco il suo ramo

 

sulle foglie più basse

cinguettano le nuore e le cugine

le piccole nipoti che non amo...

 

Roberto Amato, uno dei più conosciuti e apprezzati poeti della nuova generazione, è attratto dalle cose ‘celesti’ come dimostrano le sue raccolte di versi.

Ma che cosa faceva nella notte tra il 20 e il 21 luglio del ‘69?

Glielo domandiamo.

<Avevo diciassette anni e vivevo non solo con i genitori, ma anche con i nonni e i bisnonni. Poi c’erano le mie due sorelle. Per vedere la tv avevamo escogitato questo sistema: il televisore proprio davanti alle scale e noi seduti sui gradini, come allo stadio, con i guancialini. Quella sera c’eravamo tutti, il pienone, però il nonno Gigino, il barbiere, aveva voluto la poltrona: era il più eccitato, il più interessato alle cose del mondo. Ricordo benissimo quella notte con tutta la famiglia aggrappata agli scalini e ricordo anche, forse perché l’aspettativa era enorme, che nel momento fatidico – il piede di Armstrong sulla luna - mi parve una cosa non vera, insomma provai come una delusione>.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.