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Per chi ama Viareggio / Una città bellissima distrutta dall'incuria, dal degrado, dall'incompetenza

Pubblicato da Rossella Martina Mar, 15/11/2011 - 12:07

Cari amici, sono nata a Viareggio e da alcuni anni sono tornata a viverci e non ho potuto fare altro che unirmi al coro di tutti coloro che amano questa città famosa in tutta Europa e nel mondo. Purtroppo la bellezza di cui andava fiera negli ultimi quindici-venti anni è stata sistematicamente distrutta da amministrazioni (di centrosinistra e di centrodestra) che hanno pensato solo a cementificare (e indebitare) dimenticando completamente il decoro urbano della città. Chiunque conosca e ami Viareggio  è chiamato a dare il suo contributo all'interno di un movimento di opinione pubblica che, per fortuna, negli ultimi tempi ha cominciato a farsi sentire.

Il mio contributo sta in un libriccino uscito nei giorni scorsi intitolato "Viareggio era una città bellissima: Viaggio nel degrado e nell'incuria che devastano la ex Perla del Tirreno" (Del Bucchia editore) Qui di seguito troverete il capitolo che riguarda la famosa e oggi squallidissima Passeggiata lungomare.

 

                                 LA PASSEGGIATA

 

Inevitabile cominciare dalla Passeggiata. Il cosiddetto ‘salotto buono’. Una volta. Oggi altro che salotto! Siamo riusciti a farlo diventare uno dei posti più brutti di Viareggio!

A giorni, dicono, cominceranno i lavori per il rifacimento del primo tratto (tra il Molo e Piazza Mazzini). Finalmente, verrebbe da dire visto che se ne parla da lustri. Giusto in tempo perché l’amministrazione del sindaco Lunardini (centrodestra) possa presentarsi con qualcosa di concreto alle prossime elezioni, direbbero invece i più maliziosi. Non a caso anche la giunta Marcucci (centrosinistra) sul finire di legislatura si mise di buona lena a lavorare sul progetto Passeggiata tanto che si era addirittura già scelta la pietra per rifare i marciapiedi: il ‘bronzetto di Apicena’, la pietra giallastra con cui hanno fatto la spianata di San Pio a San Giovanni Rotondo in Puglia. Poi l’inattesa (ma solo per la giunta) sconfitta del centrosinistra stoppò nuovamente l’atteso restyling. La giunta Lunardini ha aspettato tre anni e passa per rimetterci mano.

Sia come sia, l’importante è arrivarci a questo rifacimento.

Però non sono tranquilla. Ma chi l’ha fatto il progetto della nuova passeggiata? Quale tipo di figura professionale l’ha ideato? Un architetto? Un urbanista? Sento parlare di un pool di tecnici scelti dalle varie categorie e di una elaborazione eseguita dall’ufficio tecnico del Comune... ma da tante teste tutte con esigenze diverse come può nascere un progetto omogeneo e esteticamente rigoroso?

Sintomatico è che il 6 settembre scorso, in un incontro con la stampa, a parlare del progetto sia stato, non un architetto, non un urbanista, bensì uno degli imprenditori che si occuperà del rifacimento: “La parte centrale – ha detto – rimarrà in asfalto natura. La pavimentazione dei marciapiedi, di larghezza variabile tra i 3 e i 3,5 metri sarà di quarzite norvegese. Sul lato monte avremo cordoli in travertino chiaro, mentre sul lato mare il marciapiede sarà alla stessa quota della strada, senza lo scalino, e differenziato solo dal tipo di materiale. Resterà la pista ciclabile e le aiuole verranno allargate, sistemate, illuminate e rifinite con cordolo di travertino”.

E qui l’osservazione sorge spontanea: con la crisi del settore lapideo che colpisce le aziende versiliesi, con il marmo apuano che abbiamo la fortuna di vendere in tutto il mondo, è difficile comprendere perché si debbano andare a comprare la pietra norvegese e il travertino di chissà dove. Non si venga a parlare di costi: per fare dei marciapiedi di marmo non ci vuole una fortuna, ci vuole solo l’intelligenza e la volontà di farlo. Ma tanto quando si parla di lavori pubblici ci sono sempre aspetti incomprensibili per chiunque abbia un po’ di buonsenso.

Comunque la domanda che molti viareggini si fanno è che cosa sarà del resto ovvero di gazebo, dehors o terrazze che si trovano di fronte ai bar e ai ristoranti. Senza contare il problema delle aiuole di cui ci occuperemo in seguito. Fin d’ora va detto però che sarà inutile ingrandirle e rifinirle se il verde pubblico continuerà a essere quello che è oggi e cioè deserto pubblico.

In ogni caso il problema posto per i gazebo è stato affrontato il 22 settembre: Comune e commercianti si sono riuniti per parlare dei “dehors”, appunto, ed ecco il comunicato del Comune stilato dopo l’incontro:

Anche oggi è emersa la comune volontà di adoperarsi ognuno per il suo ruolo a dare ai nostri viali lungomare un volto rinnovato nel rispetto della tradizionale funzione della Passeggiata, luogo di incontro, di turismo qualificato e di shopping ad alto livello. E’ precipuo il rispetto e la valorizzazione degli immobili considerati di pregio architettonico e artistico, compenetrando però le esigenze legittime dei gestori delle attività commerciali o comunque produttive di reddito...”.

Direi che se volevano spiegare qualcosa di concreto non ci sono riusciti. Molti paroloni e troppa fretta dietro cui può nascondersi qualsiasi cosa... e infatti nei giorni seguenti è stato deciso che le inguardabili baracche di plastica che devastano la passeggiata per il momento restano quelle che sono, ‘prorogate’ fino al 2013. Il che significa che buona parte della bruttura che oggi caratterizza la celebre Passeggiata viareggina resterà esattamente quella che è.

Di sicuro rifare l’asfalto e i marciapiedi risolverà solo in minima parte il problema estetico della Passeggiata. Gli orridi gazebi, le terrazze plastificate, le piattaforme di ogni tipo e gli squallidi arredi che percorrono in un trionfo di cattivo gusto tutta la passeggiata, resteranno gli stessi o verranno smantellati e sostituiti con qualcosa di garbato, qualcosa, magari, in stile omogeneo che restituisca agli occhi di chi ‘passeggia’ un poco dell’antica armonia? Ci si occuperà anche di facciate, strutture esterne, insegne, cestini per l’immondizia e, ripetiamo, di verde pubblico?

Vedremo. Per il momento la situazione è la stessa che viene denunciata da anni e anni. Diamole un’occhiata a questa Passeggiata, dal molo verso Piazza Mazzini.

Voglio iniziare da questa storia che mi è stata raccontata e che mi pare sintomatica: la passerella sul canale Burlamacca che unisce la Darsena alla Passeggiata. E’ stata rifatta pochissimi anni fa. Bene, la passerella ha già da tempo un grosso problema: le tavole di legno di schiodano e si alzano rendendo pericoloso l’attraversamento sia a piedi sia in bici. Dopo aver denunciato più volte il fatto, un ‘bagnante’ di Fucecchio che ha casa a Viareggio, il signor Ivo, non essendo riuscito a ottenere l’intervento del Comune, si è fatto autorizzare ad andare lui personalmente a rinchiodare le travi, ovviamente gratis, per amore della città. La cosa davvero sorprendente è che questo permesso gli è stato accordato!!!

 

 

E prima di iniziare la nostra Passeggiata voglio dire anche una parola anche su via Barellai, la stradina che sta dietro gli edifici della Passeggiata, davanti ai bagni. E’ un percorso che potrebbe essere magnifico se valorizzato, l’unico tra l’altro da cui si potrebbe vedere il mare e che invece viene tenuto come un tristo ripostiglio. Retrobottega da una parte e, in inverno, un susseguirsi di steccati, reti, cancelli e tutto quello che è possibile per impedire l’accesso (e la vista) al mare. L’estate uno sterminato parcheggio di biciclette.

 

 

Ma andiamo finalmente sulla Passeggiata e guardiamoci intorno. L’inqualificabile aspetto del fast food in uno dei pochi edifici Liberty rimasti sulla Passeggiata, lo squallido cubetto di informazioni turistiche e vendita biglietti, grappoli di motorini. Asfalto a toppe e buche degno di una stradaccia di periferia di Tripoli dopo la guerra, negozi belli ormai in minoranza, trionfo di paccottiglia, stracci e vendi-e-fuggi ovunque.

Dei gazebo dei bar, pub e pizzerie a taglio abbiamo detto. Da notare che i vari gestori, salvo rare eccezioni, fino a oggi hanno fatto tutto in economia: inguardabile la plastica che dovrebbe difendere dal freddo, brutti i tavoli, indicibili le seggioline, orride le lampade. Tutto quello che si poteva trovare ‘a meno’ è stato portato in Passeggiata.

Diciamo ‘grazie’ anche a questi lungimiranti imprenditori da parte di Viareggio. E gli diciamo ‘grazie’ anche da parte di quei commercianti, che ci sono ancora ma sono minoranza e vengono fagocitati dal cattivo gusto degli altri. Sono rimasti in pochi i commercianti che si comportano in modo del tutto diverso, che amano il loro lavoro, lo fanno con passione e sono consapevoli del loro ruolo anche per ciò che riguarda l’arredo urbano. Per questo curano le vetrine e l’esterno, il loro pezzo di spazio pubblico, come usavano fare le nostre mamme quando spazzavano il marciapiede davanti casa, senza chiedersi se toccasse a loro o no. Ebbene questi commercianti si sentono isolati davanti al trionfo dei negozi volgari da cui sono circondati, si sentono scalzati e emarginati da affitti sempre più esosi, da banche e catene varie che espellono i negozi della tradizione e impongono il loro look uguale in tutto il mondo.

Commercianti costretti a chiudere o a sopravvivere sempre peggio circondati dal menefreghismo di chi pensa solo a incassare oggi e domani si vedrà. 

 

Ora proseguiamo la nostra Passeggiata.

Abbiamo dato uno sguardo al lato mare. A guardare il lato monte l’avvilimento è se possibile anche maggiore: le aiuole desertificate, le palme malate, le cacche dei cani ovunque, non un fiore a pagarlo, e nemmeno un filo d’erba. Uno squallore da Nord Africa (ma lì sono giustificati: hanno il deserto!) spesso, in estate, avvalorato da extracomunitari che si sdraiano sulle ex aiuole quando non le usano come cessi.

Come fanno, del resto, i padroni di cani che immaginiamo essere per lo più viareggini o comunque italiani. Il padrone/padrona con il sacchettino che raccoglie è un miracolo che ho potuto ammirare molto di rado. Quello poi di un vigile che multa o almeno redarguisce i proprietari ‘distratti’, mai visto nemmeno una volta.

Quanto ai venditori deambulanti di ogni razza e provenienza per ora lasciamoli lì in attesa che tramonti il sole, quando cominceranno a distendere i cenci e la merce sull’asfalto occupando metà di ciò che resta della Passeggiata.

 Piazza D’Azeglio per il momento guardiamola da lontano (anche per ragioni di sicurezza): ormai terra di nessuno, come altre piazze di Viareggio occupate giorno e notte da gente di ogni risma, ubriachi, spacciatori e accattoni. Al posto dell’erba bottiglie vuote e altra immondizia. Vendita di droga all’aperto e gente che si buca sulle panchine in pieno giorno!  Ma ne riparleremo.

Proseguendo incontriamo quello sgorbio di piazzetta davanti al Margherita (il Margherita! qualcuno si ricorda cos’era?) piena di motori e motorini, un altro bello schiaffo all’estetica che si amplifica in quel cazzottone che è diventata Piazza Mazzini. Anche in questo caso c’è da dire “c’era una volta e ora non c’è più”. C’era la piazza ariosa e splendente davanti al mare, c’erano le belle aiuole piene di verde  e di fiori, c’erano le panchine in marmo, c’era la vasca – come mi piaceva quand’ero piccola –  con gli zampilli che cambiavano colore!  Tutto pulito, ordinato, curato.

Era in Piazza Mazzini che i viareggini andavano a fare le fotografie per comunioni e matrimoni: il più bel fondale di Viareggio per immortalare ricordi. Oggi, una volta superato l’infelice parcheggio di fronte al Palazzo delle Muse non si ha più nemmeno il coraggio di attraversarla Piazza Mazzini, in primo luogo perché si rischia la rottura di una gamba per via delle buche o di prendersi un vibrione a causa del sudicio e in particolare, anche lì, della cacca. E poi perché l’insieme mette troppa tristezza. Ci proviamo, ma prima torniamo indietro di cinquanta metri per ricordare un’altra spaventosa impresa cementizia della giunta Marcucci: la mostruosa scatola di cemento nel cortile posteriore del Palazzo delle Muse. Che obbrobrio! Qualcuno un giorno dovrà decidersi ad abbatterla, come hanno fatto a Firenze con la pensilina fuori dalla stazione.

 

Torniamo in Piazza Mazzini: la fontana è stata malamente restaurata pochi anni fa ma è peggio di prima. L’acqua nella vasca è color fango, uno zampillo funziona e l’altro no, tutt’intorno alla vasca stessa la pietra si sta sgretolando. Le panchine sono luride, le toppe sull’asfalto infinite. Giorni fa c’era una fioriera bianca e vuota abbandonata in mezzo tra panchina e vasca (è pesantissima, come è arrivata lì?). Squallore, pessimo odore. Ma non disperiamo, al peggio non c’è mai fine e le varie giunte, in perfetto accordo trasversale, ci hanno già preparato il terreno per un bel parcheggio sotterraneo proprio in Piazza Mazzini.

Ovvio. Dove fare un parcheggio sotterraneo, quale miglior posto di Piazza Mazzini? E’ in centro e quindi si porta dietro un bel po’ di inquinamento di cui sentivamo la mancanza. Si porta traffico, si intaseranno finalmente in modo definitivo tutte le strade che portano verso il cuore della città, via Mazzini che ancora non è del tutto bloccata dalle auto, e poi via Ugo Foscolo, via Buonarroti, via XX Settembre. Tutti lì quelli che escono dall’autostrada in un week end estivo o carnevaliero, tutti intasati in centro, tutti verso il parcheggio di Piazza Mazzini, a guardare il mare dai finestrini in un fantastico definitivo drive-in.  

Sento già il puzzo dei gas di scarico, l’ossessivo strombazzare dei clacson, trilli di telefonini a raffica, la fila di auto che, di fronte alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, aspetta graziosamente e a motore acceso che sottoterra si liberi un posto.

Ma chi è quel genio che per primo ha pensato al parcheggio sotto Piazza Mazzini? E chi sono tutti quelli che gli sono andati dietro e per progettarlo hanno speso soldi, tanti soldi, soldi nostri, ovviamente, dei cittadini. Mi piacerebbe che in quella vasca sporca (spesso usata come ‘cestino’ dell’immondizia perché anche su quelli si risparmia, non fosse mai che la gente impari a buttare cartaccia e cicche negli appositi contenitori) ci finissero anche gli ideatori del parcheggio sotterraneo.

Parcheggio? Ma che dico! Parcheggi, al plurale, perché nelle intenzioni sono parecchi quelli che si vorrebbero costruire, tutti in centro con vistamare.

Per capire meglio l’entità del disastro che gli amministratori hanno in mente ecco qua un articolo di Beppe Nelli su La Nazione che spiega il progetto nei dettagli (24 novembre 2009):

E tre: dopo due tentativi abortiti dal centrosinistra ora ci prova il centrodestra a fare i parcheggi coi project financing. Lunedì prossimo il consiglio comunale approverà il nuovo studio di fattibilità commissionato a Protos Spa di Roma che ha diviso il piano in due fasi: prima la costruzione del sotterraneo di piazza Mazzini con 400 posti del costo di 18 mila euro l’uno per un totale di 11 milioni e 200 mila, e dell’autosilo dell’ex Gasometro con 380 posti al costo di 6.840 euro l’uno, per un totale di 6 milioni 840 mila euro (investimento complessivo 20 milioni).

 Poi, completati gli iter burocratici — per i primi due parcheggi sono state fatte varianti urbanistiche per aumentarne la capienza — via alla realizzazione dei sotterranei di piazza D’Azeglio (720 auto) e di piazza Nieri e Paolini (320 posti). 

In particolare:

 Sotto piazza Mazzini è previsto un parcheggio a un piano sotterraneo di 10 mila mq  con 400 posti auto. La nuova piazza sovrastante sarà coperta con lastricatura lapidea e illuminazione adatta a utilizzi ludico-ricreativi, cioè per manifestazioni, con piantumazioni per lo più perenni e in vasche protette per evitare colature nel parcheggio.  Sul lato mare resterà il transito veicolare e l’utilizzo per i corsi marcherati. 

All’ex Gasometro i parcheggi saranno 380 su tre piani. Il silo potrà arrivare a 9,5 metri di altezza. Il piano prescrive accorgimenti per impianti elettrici, sanitari, antincendio, scale e ascensori a norma, e 1 posto auto per disabili, di maggiore dimensione, ogni 50 posti comuni.

E ancora Beppe Nelli su La Nazione (3 agosto 2010) che spiega ulteriori dettagli: riportando anche le parole dell’assessore ai lavori pubblici:

L’autosilo sarà alto 9 metri, a 3 piani, con 380 posti auto per un investimento di 6 milioni e 840 mila euro. Poi ci sono i sotterranei, a un solo piano con una profondità di 4,5-5 metri. In piazza Mazzini sono previsti 400 posti auto di cui 150 per la vendita e 250 a rotazione, per un investimento di 11 milioni e 200 mila euro. In piazza D’azeglio i posti sono addirittura 800, ma con grosse novità.

 L'ingergner Raffaelli infatti ha individuato un sistema di costruzione modulare rapido e meno costoso che permetterà di realizzare i parcheggi sotto le vie Cavallotti, Matteotti e Machiavelli, con tre strutture separate e ingresso da un lato e uscita dall’altro.

E’ una fortuna, in questo caso, che alle parole non siano ancora seguiti i fatti. Ma prima o poi i fatti arrivano.

E’ il caso dell’ex casa del fascio, quel quadrato di terreno che appunto dà su Piazza Mazzini (di fronte all’ex Fappani). Lì i lavori stanno per iniziare e siccome li farà una società privata e non il Comune si può essere sicuri che non ci saranno ulteriori ritardi.

Non che volessimo preservare il parcheggio che c’è stato fino all’altro giorno. Ma certo speravamo in qualcosa di meglio che una serie di appartamenti che, vedi progetto, non c’entrano assolutamente nulla con il resto della piazza. Speravamo in qualcosa di pubblico, di gradevole, visto che si tratta di un terreno del Comune. E invece undicimila metri cubi di cemento e, anche lì, parcheggi sotterranei, questa volta per i fortunati che acquisteranno gli appartamenti che vi verranno costruiti dalla “via Regia Srl”, la ditta che verserà al Comune un milione e mezzo di euro una tantum più gli oneri urbanistici e quelli relativi al permesso per costruire. Anche in questo caso destra e sinistra in perfetto accordo (tutto è iniziato con la giunta Marcucci e prosegue oggi a tamburo battente) perché nessuno ha voluto fare una Via, la valutazione impatto ambientale che avrebbe sicuramente fermato la costruzione e tutti gli interessi che ci stanno dietro.

 

Se proseguiamo oltre Piazza Mazzini le cose non cambiano molto. La fontana vicino al Royal ad esempio è sudicia da fare vergogna, le aiuole sono le solite pezze sabbiose (alcuni commercianti hanno provveduto a portare delle piante e se le coltivano da soli per rendere un pochino più presentabile l’area fronte negozio, ma ovviamente si tratta di un caso o due).

La passeggiata vera e propria e i marciapiedi sono tutta una toppa. Stesso ambiente abbandonato anche accanto al Centro Congressi Principe di Piemonte dove anche lì una fontana funge da gigantesco raccogli-immondizia. Se poi andiamo sulla Terrazza della Repubblica a Città Giardino c’è davvero da portarsi dietro l’ortopedico. Quella che era una ricca pavimentazione oggi (cioè da anni) è una pericolosa e penosa mescola di marmo spezzato e o meglio sbriciolato, asfalto qua e là, strisce di non si sa quale terrificante materiale dai colori più improbabili, buche e ancora buche. Ma Tripoli dov’é? / E’ il primo nome che/ mi viene in mente: Tripoli. La cantava Patty Pravo, ricordate? Proprio lei che fu reginetta al Piper...

Siamo al Lido e lì comincia la nuova passeggiata di marmo rifatta in due anni, quella che tutti ammirano e su cui anche i viareggini spesso preferiscono andare a passeggiare.

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