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Il secolo delle donne è cominciato / A Rimini summit mondiale tutto al femminile

Pubblicato da Rossella Martina Dom, 23/10/2011 - 11:29

ROSSELLA MARTINA

RIMINI.

Il  Novecento è stato definito il secolo breve ma anche il secolo delle donne. Secolo breve è la celebre definizione dello storico inglese Eric Hobsbawm che racchiude l’essenza del Novecento tra la prima guerra mondiale (1914) e la frantumazione dell’impero sovietico (1991). Il secolo delle donne è stato ancora più breve se paragonato ai millenni precedenti dove la vita femminile aveva subito ben pochi cambiamenti. Nell’arco di meno di cento anni si è infatti consumata una rivoluzione pacifica epocale, che ha cambiato radicalmente il modo di concepire il ruolo della donna in tutto il mondo. Si è cominciato con il diritto di voto (il primo stato a concederlo fu la Nuova Zelanda nel 1893) passando poi per la convenzione dell’Aia (1902) in difesa delle donne nell’ambito del matrimonio, la Carta delle Nazioni Unite (parità di genere come diritto umano inalienabile), il lavoro di massa a cui le donne furono costrette durante la seconda guerra mondiale ma grazie al quale scoprirono l’importanza dell’indipendenza economica. E poi, almeno per quanto riguarda l’Italia, molto indietro rispetto ad altri paesi, il diritto di famiglia, il divorzio, l’aborto. Siamo ormai in pieno movimento femminista, le donne rivendicano una parità (e una libertà) sostanziale che, sebbene sia ancora da conquistare, diventa patrimonio ideale comune in ogni classe sociale. Non dimentichiamo che ancora negli anni Cinquanta la verginità era un ‘valore’ che segnava un netto discrimine nella vita sessuale femminile rispetto a quella degli uomini.

Se così tanto è stato fatto nel Novecento, è vero anche che molto resta da fare. Al XXI secolo spetta trasformare le idee in pratica diffusa. E non sarà difficile poiché è opinione di molti che una volta rotto il muro ideologico che le teneva ai margini della società, le donne sapranno raggiungere nell’arco di una o due generazioni la parità di fatto. Parità che ha diversi significati a seconda delle aree geografiche: per l’Occidente si tratta di governance. Donne che governeranno alla pari con gli uomini, in politica, nell’industria, nelle comunicazioni e in tutti i gangli vitali della società.

Altrove parità significa non dover più subire l’infibulazione (molta parte dell’Africa) o non dover più portare il velo (paesi musulmani).

Di tutto questo si parla, soprattutto guardando al futuro prossimo venturo, a Rimini alla XLII edizione delle Giornate internazionali di studio promosse dal Centro Pio Manzù, in un summit mondiale dal titolo <XXI femminile. Dal secolo breve al secolo delle donne. Risposte di genere al futuro dell’umanità>.

Un bilancio, ma come dicevamo soprattutto una proiezione per cercare di pre-vedere come sarà il mondo governato (anche) dalle donne.

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