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Il regno dei gatti, il monastero e la moussaka

Pubblicato da Mario Palumbo Lun, 13/06/2011 - 14:46

Da Iraklia, con un vento portante di 20 nodi abbiamo affrontato la navigazione alla volta di Amorgos, stretta e lunga isola delle Cicladi. Abbiamo ormeggiato in banchina nel porto di Katapola assieme al Sanlorenzo. Il Si Bwana ha preferito ormeggiarsi in una rada a sud dell'isola; Giuseppe preferisce le baie ai porti. La tribù degli zingari del mare è composta da persone con i più svariati gusti, unite dalla passione per il mare e per la vela. L'equipaggio di Nirvana (Nello, lo skipper, Nirvana, comandante in seconda e Trissi, commissario di bordo) preferisce spostarsi per conoscere: agli ormeggi in baia si alternano quelli nei porti per "studiare" luoghi e genti e, all'occorrenza, assaggiare le specialità del posto in qualche ristorantino che pare pure lui ormeggiato su una banchina. Come passeggero-mozzo mi adeguo. A Katapola abbiamo assaggiato una specie di goulash di carni miste a verdure al ristorante Corner. Consigliabile. In tre si spendono meno di 40 euro. Katapola è davvero un bel paesino, con le case che si affaccaiano sulla baia.

Qui non esistono topi; almeno a giudicare dall'ingentissimo numero di gatti, sicuramente più alto di quello dei bipedi umani. Per non farci mancare nulla abbiamo anche noleggiato un'utilitaria per andare a scoprire il resto dell'isola. Ad Amorgos non si può non andare a visitare Chora, la vecchia capitale, un intrico di stradine (più corridoi che strade!) tra le case dipinte a calce e con porte e finestre rigorosamente azzurre, come da classica tradizione greca. Il paese è davvero suggestivo e solo la piazza in cui si affacciano il municipio e la stazione di polizia, ombreggiata da tre alberi frondosi e secolari, ha le case tanto distanti da non poterle toccare allargando le braccia. Le auto arrivano solo alla base del paese che si gira a piedi, non avendo a disposizione un asino o un mulo. Nella parte più alta si erge una minuscola fortezza edificata nel 1290 dai veneziani. Ma il sito più suggestivo da visitare ad Amorgos è il monastero di Chozoviotissa, costruito in parte nella roccia su un costone a strapiombo sul mare. Raggiungerlo sotto il sole estivo della Grecia, salendo oltre 350 gradini, è una fatica ripagata. Ad accoglierti c'è un pope che ti offre un bicchier d'acqua, un goccio di liquore simile al rosolio e un dolcetto. Pensando alla fatica che occorre per rifornire il monastero, quel bicchier d'acqua è davvero un dono prezioso. La chiesetta all'interno è minuscola; ha un'icona miracolosa della Vergine e numerosi ex-voto. Il panorama che si gode dalla terrazza da cui i monaci suonano le due campane è incredibile: un tuffo nel mare blu.

Dopo la visita al monastero di Chozoviotissa, l'equipaggio di Nirvana, esclusa Trissi che è rimasta a far la guardia alla barca, ha fatto un tuffo in una grande baia circolare (sembra il cratere di un vulcano spento), Ormos Kalotiri, in fondo alla quale si è ormeggiato il Si Bwana. Poi il pranzo a base di moussaka e spiedini ad Ormos Aigialis, un porto in cui ci si può ancorare se non soffia il Meltemi.

Devo fare una piccola precisazione: il sito su cui è possibile seguire il viaggio di Nirvana si chiama youposition.it (non .com come avevo scritto). Una risposta ad Adriano Sala: "Invece di invidiarmi un po', vai a Talamone e molla gli ormeggi! (sempre pronto, però, a rintrare se un equino ha bisogno di cure e assistenza).

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