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Steve Jobs, l'Iphone 4s e la rivincita dei nerd

Pubblicato da Cristiana Mariani Ven, 07/10/2011 - 13:44

Scrivo oggi per evitare che il clamore di quanto è successo nei giorni scorsi possa confondere i pensieri. Steve Jobs, genio assoluto credo anche più di Bill Gates, è morto. Per chi non lo sapesse, difficile visto che ieri tutti si sono prodigati nel descrivere ogni minuto della sua vita, è il fondatore di Apple e di tutte le magie tecnologiche che ognuno di noi ha o sogna di avere per le mani: Ipod, Ipad, Iphone, Imac, insomma tutto ciò che di veramente tecnologico inizi per I. Dico "è" perché il suo genio è talmente evidente che non finirà mai. Detto questo, e chiarito quindi che è una delle personalità che rispetto e in un certo senso ammiro per come ha saputo realmente cambiare la sua vita e l'esistenza di milioni di persone nel mondo, un appunto lo vorrei anche fare. Su Facebook, Twitter, blog e social network di ogni genere in tantissimi hanno scritto frasi come "Rest in peace Steve, ci mancherai", "Ti vogliamo bene" o sue dichiarazioni come l'ormai abusata "Stay hungry, stay foolish". Ora, una persona per mancarci la dobbiamo conoscere. E un dato di fatto è che se qualcuno dovesse chiedere a chi ha scritto quelle frasi "Jobs aveva dei figli?" la risposta sarebbe "Ah boh non lo so". Secondo aspetto: le sue massime sono esemplari, ma continuare a citarle ossessivamente rischia di svuotarle di significato. "Siate affamati, siate folli" è una frase del tutto condivisibile e dal significato abbastanza ovvio: "Abbiate sempre voglia di conoscere e scoprire e non lasciatevi mai ingabbiare da schemi". Retorica. Steve Jobs ha pronunciato queste frasi perchè ci credeva, chi le copia tanto per rendere un ricordo di questa personalità le svuota di significato rendendole banali. "Essere l'uomo più ricco del mondo al cimitero non mi interessa": frase condivisibile e lodevole, peccato che estrapolata dal contesto suoni come una beffa visto che un Iphone 4g in Italia costa anche quasi 700 euro. Perchè invece non ricordare Steve Jobs parlando di quello che lui ha fatto per ognuno? La sua tecnologia a me ha cambiato la vita: con l'Ipod io che amo la musica ascolto le canzoni che mi piacciono ovunque con una qualità eccellente e con l'Iphone riesco ad arrivare, come è successo ieri, davanti a un'azienda per lavoro facilmente visto che, essendo un piccolo computer, mi ha permesso di non perdermi. Questo per me è Steve Jobs. La sua figura, più di quella di Bill Gates che, perdonatemi, di fianco a lui ha sempre fatto la figura del secchioncello sfortunato con le donne e dedito solo ai numeri binari, ha riabilitato il concetto di nerd. Il ragazzino tutto concentrato sui computer che si esalta per Star Trek e non sa godersi la vita grazie a Steve Jobs è diventato lo scienziato che si dedica allo sviluppo della tecnologia per avere successo e migliorare la vita propria e degli altri. 

E qui arriva l'ultimo concetto, quello cruciale, che fa in modo che personalità come quella di Jobs e di Gates siano necessarie nel mondo moderno. Lo disse Marshall MacLuhan decine di anni fa e mai come adesso il suo pensiero è attuale: la tecnologia è una protesi, ovvero un'estensione dei nostri sensi. E, aggiungerei io, anche del nostro fisico. Pensiamo al mouse: cosa potrebbe essere se non la prosecuzione della nostra mano che fa muovere la freccia sul monitor del computer? Ecco quindi che gli smartphone diventano, neanche a dirlo, prosecuzioni della nostra intelligenza, ulteriori sviluppi del nostro modo di essere policronici e riuscire a fare tante cose in poco tempo. Per questo motivo, ad esempio, l'Iphone 4s, presentato proprio poco prima della morte del suo creatore, ha visto tanti appassionati attendere spasmodicamente per ore il disvelarsi delle sue caratteristiche. Perchè  la tecnologia ci permette di superare l'umano, di essere iperumani con tanti sogni. E questo Steve Jobs lo sapeva bene.  L'insegnamento che ha lasciato a tutti, anche a chi non ha mai visto una sua foto, è proprio di continuare sempre e comunque a sognare. E non esisterà mai una applicazione per ringraziarlo abbastanza.

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