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La protesta corre sul web

Pubblicato da Cristiana Mariani Ven, 30/09/2011 - 20:51

"La vita è comu lu mare". Un paragone che potrebbe sembrare anche scontato e abusato (certo, magari non in dialetto salentino), ma che in questo periodo sta assumendo un significato particolare. Quel "La vita è comu lu mare", e conseguente spiegazione del fatto che ci si trova continuamente in balia di onde che travolgono e poi si ritraggono, pronunciato dalla signora Cosima, salentina doc, durante un'intervista che sta girando in questo periodo in rete e che, suona come un vero e proprio campanello d'allarme, un grido di dolore non solo di una signora in vena di snocciolare perle di saggezza, ma di un'intera generazione. Una generazione di donne e uomini che non dovrebbe più avere motivi per cui far partire una protesta così vibrante. Il video, che si può vedere su youtube a questo indirizzo  http://www.youtube.com/watch?v=LiUKwuXRz9E, fa capire chiaramente come tante siano le cose che non vanno. E non solo nella vita di questa verace signora leccese. Perché, di fatto, i problemi che vengono segnalati (come quelli della condizione delle strade, della sanità, della mancanza di fiducia nella classe politica) sono gli stessi che molti, giovani e adulti, sentono come propri. A dimostrarlo c'è il grande successo che il video sta ottenendo sul web. Tanti contatti e addirittura una pagina Facebook creata appositamente per diffondere il "Verbo di Cosima". Ed è proprio questo che deve fare riflettere. Perché se è vero che tanti sostenitori si erano mossi tempo fa per quel fenomeno anche abbastanza triste che risponde al nome di  "Angela favolosa cubista" (di cui Maria De Filippi ha intuito la potenziale portata tanto da ingaggiarla nel suo Uomini e Donne riservato alla terza e oltre età), va altrettanto tenuto in considerazione che nel Paese c'è un malessere diffuso. Che sia dovuto ai costumi - o meglio alla voglia e quasi esigenza di toglierli, i costumi - di alcuni politici o all'immobilismo di altri o piuttosto alla carenza di valori su cui le nuove generazioni possano far riferimento non lo so. Il dato di fatto, però, è che si fa sempre più fatica a riconoscersi in qualche mossa delle istituzioni, mentre viene sempre più naturale identificarsi in una protesta e sostenerla. Poco importa se a invocare una nuova classe dirigente sia un'anziana leccese che in pochissimi conoscono di persona.

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