• REGISTRATI!
  • Già registrato? ACCEDI!
Registrarsi consente di pubblicare i tuoi commenti o di aprire il tuo blog

Login utente

header

Genova, l'alluvione e i ricordi

Pubblicato da Cristiana Mariani Sab, 05/11/2011 - 14:23

Questo è un post che in qualche modo sento di dovere a una città e a una serie di persone che di fatto mi hanno adottato. Lo ammetto, questo è un post fazioso, oggi più che mai non ho intenzione di bilanciare le mie opinioni. Che su Genova ieri, ovvero venerdì 4 novembre, si sarebbe abbattutto il maltempo era annunciato e gli stessi genovesi ne erano ben consapevoli. Di certo però nessuno avrebbe potuto attendersi un vero inferno. Il Bisagno esonda, l'acqua sgorga dai tombini come se si trattasse di fontane, auto trasportate dal fiume di acqua e fango: di colpo quella città che conoscevo per il lungomare, il porto, l'acquario, i vicoli, era diventata irriconoscibile. Genova non è una città di facile comprensione al primo impatto. Sembra un po' malinconica, soprattutto di sera con tutte quelle luci che viste dall'alto la rendono quasi una cartolina, un po' come molti di quelli che la abitano. "Sarà quel vento che tira dal mare" commentano di solito quelli che cercano di capire il carattere di persone così legate alla loro terra da averne assunto delle caratteristiche. Ammetto che di genovesi non ne conosco molti, forse una ventina in totale, ma tutti hanno un tratto in comune: amano la loro città e la loro terra. Amano macinare chilometri per andare al Covo di Nord Est o al Sol Levante a ballare,  amano trascorrere il venerdì sera nei vicoli, amano la focaccia. E queste passioni, inevitabilmente riescono a trasferirtele perché, mentre i milanesi sono molte volte i primi detrattori della loro stessa città, ai genovesi Genova piace. Ieri ho sofferto vedendo quei posti nei quali ho trascorso qualche Capodanno e qualche giornata estiva e primaverile completamente sommersi dall'acqua e mi sono preoccupata per le persone a me care che erano lì in quel momento. La mia preoccupazione era che stessero bene e che si fossero messe in salvo, non certo che potessero uscire da questo dramma. Perché, per quel poco che li conosco, i genovesi non piangeranno davanti alle telecamere e non si lamenteranno del fatto di aver perso tutto, ma più che stare a guardare i programmi in cui Barbara D'Urso e Mara Venier raccomandano di "salire ai piani alti degli edifici per salvarsi" (peraltro, parliamone: ma secondo loro qualcuno di quelli in balia del fiume di fango è comodamente seduto in poltrona a vedere un programma televisivo o, chessò, sta già cercando di salvarsi senza prestare attenzione alle seppur sagge e del tutto imprescindibili parole che vengono dalla tv?) saranno impegnati a spalare e a ricostruirsi case, negozi e identità. Ma con la massima dignità, quella che ha avuto il comico Maurizio Crozza, genovese doc, ieri quando con compostezza ha dichiarato che non avrebbe fatto il suo spettacolo per rispetto ai suoi concittadini, e che hanno avuto i giornalisti genovesi che lavorano a Milano e che, con il dolore nel cuore e la preoccupazione nella testa, hanno continuato a vedere e commentare le immagini che arrivavano dalla loro città e a informare l'Italia.

Poi resterebbe a questo punto da capire perché nessuno - in Liguria come in Lombardia, in Abruzzo come nel Lazio e in tutto il resto del Belpaese che diventa sempre meno bello - si interessi mai di tenere puliti gli alvei dei fiumi per evitare che poi un giorno, magari neanche così lontano come si pensa, la furia dell'acqua, peraltro aiutata dalla pioggia prevedibile in un clima che di certo non è proprio così sempre equatoriale, porti con se detriti, rifiuti, rami, e magari - ipotesi fantasiosa la mia, me ne rendo conto - metta in ginocchio ulteriori città. Ma questa è un'altra storia, anzi purtroppo è parte della nostra storia ma in pochi se ne vogliono occupare.

salva e condividi

Commenta questo intervento

ATTENZIONE: la pubblicazione dei commenti è riservata ai soli utenti registrati. Per effettuare la registrazione è necessario cliccare sul pulsante "Da▼" che si trova in cima al modulo sottostante, e poi selezionare una delle opzioni di autenticazione.
I commenti inseriti saranno pubblicati direttamente su questa pagina. La redazione si riserva di cancellare tutti i messaggi ritenuti offensivi o diffamatori.