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Si sveglia l'influenza e ci scappa il morto. Ma abbiamo armadi pieni di vaccino

Pubblicato da Alessandro Malpelo Mar, 11/01/2011 - 16:38

Arriva l'influenza con il suo consueto corteo di sintomi: tosse, febbre e almeno una buona notizia: abbiamo gli armadi pieni di vaccino. L'allarme in Italia è arrivato dalla Puglia, dove sono stati accertati i primi casi di contagio da virus H1N1, l'ormai nota influenza A, rilevati grazie al sistema di medici-sentinella collegati in rete. Un uomo di 51 anni della provincia di Lecce è stato sottoposto a terapia intensiva cardiopolmonare con un nuovo macchinario che consente una respirazione extracorporea, purtroppo non c'è stato nulla da fare.

Vaccinazione (Ap)

Dunque, il vaccino. Siamo ancora in tempo a  cautelarci, anche se i giochi sono fatti e, per i ritardatari, non è il caso di indugiare: occorono due settimane dall'iniezione per essere protetti. Sembrava che l'epidemia fosse in ritardo, invece stiamo per entrare nella fase bollente: gennaio e febbraio, fino ai primi di marzo, sono i mesi peggiori. E si fanno strada le forme ribelli, che provocano polmonite e crisi respiratorie, potenzialmente letali, che colpiscono persone relativamente giovani.

Quest'anno il vaccino offre una copertura tripla, contro l'influenza del tipo A H1N1, il ceppo H3N2 e il tipo B che di solito è la forma meno grave delle tre. L'Istituto Superiore di Sanità raccomanda, specialmente a coloro che appartengono alle categorie a rischio di complicanze (come i malati cronici e gli anziani) di vaccinarsi al più presto.

Mentre in Italia la vaccinazione avviene sotto l'egida del Ministero della Salute, concertata dalle Aziende sanitarie e dalle organizzazioni dei medici di medicina generale, negli Stati Uniti la psicosi da contagio è diventata anche un business, con società commerciali che promuovono campagne di copertura vaccinale in concorrenza con le istituzioni pubbliche. Ora si calcola che il 60% della popolazione abbia già sviluppato un certo grado di resistenza al contagio da H1N1 in seguito a precedenti immunizzazioni. Secondo alcuni specialisti, è probabile che anche quest'anno saranno osservate forme insolitamente più severe che colpiscono giovani, bambini e donne in stato interessante, per questo viene raccomandato il vaccino, ma attenzione: rivolgetevi sempre al vostro medico prima di prendere una decisione riguardante la vostra salute.

Quattro regole d'oro per diminuire il rischio di contagio (anche se non siete vaccinati)

1) Aria pulita. La riapertura delle scuole dopo il periodo delle feste natalizie coincide con un picco di contagi. Evitare per quanto possibile gli ambienti sovraffollati, e se qualcuno starnutisce o tossisce in vostra presenza allontanatevi quanto basta, o cercate di spalancare le finestre per rinnovare l'aria all'interno di ambienti confinati.

2) Disinfettate le mani. Lavarsi spesso le mani, l'operazione deve durare almeno venti secondi, usando saponi antibatterici o prodotti specifici: le mani sporche sono un veicolo infettivo non trascurabile.

3) Copritevi bene. Sembra una ovvietà, ma spesso l'esposizione al freddo indebolisce le difese e incattivisce i virus che normalmente alloggiano nella cavità nasale e nella bocca.

4) Evitate lo stress. Una alimentazione sana e semplice, bere liquidi in abbondanza caldi o tiepidi, ridurre il sovraffaticamento, sono norme che possono contribuire a irrobustire l'organismo e sbarrare la strada ai germi.

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