Sclerosi multipla e ccsvi, a Ferrara un centro di rilevanza mondiale
L'intuizione, la scoperta, diventa una prospettiva di cura. Dopo mesi di gestazione, sospinto da un movimento di malati e fan di Facebook che conta oltre quindicimila iscritti in costante crescita, nasce a Ferrara il Centro malattie vascolari, uno spazio dedicato all'interno del complesso dell'ospedale Sant'Anna. Qui i ricercatori, tra cui numerosi specialisti stranieri, che arrivano in Italia per affinare le capacità di indagine ecografica e di radiologia interventistica, potranno concentrarsi nello studio della nuova sindrome scoperta e descritta dal professor Paolo Zamboni, la Ccsvi (acronimo di insufficienza venosa cronica cerebro spinale) tipica dei malati di sclerosi multipla. La cerimonia di presentazione è avvenuta nell'aula magna del rettorato, nella città capitale degli Estensi, una degna cornice dove, tra lapidi di marmo bianco, si annovera il soggiorno di Copernico e la laurea di Paracelso. Per tutti gli appassionati dei progressi della medicina è un evento ricco di significati. Per i malati di sclerosi multipla una giornata da segnare a caratteri d'oro sul calendario.
E' un passo importante nella ricerca su questa patologia - ha affermato Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Hilarescere che ha sostenuto il progetto e ha partecipato al suo finanziamento - dopo l'accettazione della Ccsvi ora dobbiamo trovare il consenso sulla teoria che, rimuovendo la stenosi vascolare, si alleviano i sintomi della sclerosi multipla.
Nel suo intervento, il professor Zamboni ha ricordato la filosofia del suo gruppo, che mette al centro il malato e le sue esigenze. E che punta alla rapidità, rapidità a passare dall'osservazione sperimentale alle vie di fatto. Rapidità nel divulgare i risultati: 150 i lavori pubblicati a oggi. Il professore ha poi menzionato il ruolo dei giovani ricercatori che si sono uniti al gruppo originario, selezionati attraverso concorsi aperti, che hanno lavorato a testa bassa e contribuito ai risultati che vengono celebrati adesso. Ha poi citato il ruolo del dottor Fabrizio Salvi dell'ospedale Bellaria di Bologna, quando ha accennato alla necessità di stabilire sinergie: a un certo punto della ricerca occorreva individuare un neurologo interessato e curioso, senza pregiudizi. Quello di Ferrara sarà un centro aperto alle conoscenze e pronto a confrontarsi: tutti i referti, tutte le ecografie, i doppler, i dati paziente per paziente sono conservati in istituto, consultabili e accessibili agli studiosi. Illustri studiosi stranieri che sono venuti spesso qui a documentarsi, è noto che l'interesse suscitato all'estero è di gran lunga superiore a quello registrato nei primi tempi in Italia.
Riconoscenza, nelle parole di Zamboni, ad Augusto Zeppi, il dinamico manager, uno dei primi pazienti operati, che ha preso a cuore la causa dei malati di sclerosi multipla: il merito dell'apertura del centro malattie vascolari è anche suo. E nondimeno il merito va, secondo le parole di Zamboni, a un professore illuminato, Roversi Monaco e alla fondazione Hilarescere da lui presieduta. Ora il lavoro sulla Ccsvi ha varcato l'oceano, ha avuto una accoglienza particolarmente importante in Canada e Stati Uniti, sono in preparazione 30 pubblicazioni che costituiranno il corpo dottrinale fondante della sindrome da insufficienza venosa cerebro spinale cronica, destinata a diventare un nuovo capitolo nei trattati di medicina. Il centro di Ferrara si aprirà in varie direzioni, dalla genetica alle staminali, dalla emodinamica all'istopatologia. Non si esaurirà nel trial randomizzato.
Una delle ricerche in cui sarà impegnato l'istituto, cui anche istituzioni come l'Imperial College di Londra hanno chiesto di aderire, riferisce un lancio di agenzia Ansa, sarà la creazione di un modello della Ccsvi, utilizzando cellule umane per rivestire elementi sintetici che riproducono la malformazione, al fine di cercare di capirne il meccanismo.
Per la cronaca, alla cerimonia erano presenti il magnifico rettore dell'Università di Ferrara, Patrizio Bianchi, il preside di medicina, professor Liboni. Tra gli intervenuti Roberto Grilli, direttore dell'Agenzia Sanitaria Sociale della Regione Emilia Romagna, che ha dato una notizia in anteprima: il clima sta cambiando, l'assessore ha ricevuto una lettera dai responsabili dei reparti di neurologia della regione nella quale si dichiarano favorevoli agli sviluppi delle ricerche del professor Zamboni e manifestano disponibilità a dare la più fattiva collaborazione. Un presupposto indispensabile a far partire la sperimentazione, ha assicurato, non in tempi biblici ma nei prossimi mesi.
(CONTINUA...)
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