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I controllori

Pubblicato da Andrea Maioli Ven, 28/08/2009 - 16:26

«La conversazione», capolavoro di Coppola, ha aperto la strada molti anni fa riflettendo sull’invadenza e sul controllo che una società ‘democratica’ attua nei confronti degli individui. Erano gli anni Settanta, allora Gene Hackman non poteva certo utilizzare le tecnologie di oggi. Ma il messaggio giungeva forte e chiaro. Replicato in una sorta di remake non dichiarato da Tony Scott in «Nemico pubblico».

Ecco cosa intriga di più in «Eagle Eye» di D. J. Caruso (Paramount Home Entertainment) con Shia LaBoeuf e Michelle Monaghan travolti da un gioco molto pericoloso e molto, ma molto più grande di loro. Quello che il cinema ‘action’ hollywoodiano serve sullo schermo, è un piatto ricchissimo condito di azione adrenalinica portata alle estreme conseguenze, con un ritmo di montaggio adatto alla ‘Mtv Generation’ e con spreco di effetti speciali. E sono le componenti che certo non mancano nel film. Il valore aggiunto è proprio la riflessione — involontaria? — su come la società americana post 11 settembre si sia trasformata in un Grande Fratello di orwelliana memoria dedicato al controllo quotidiano dell’individuo. Telecamete, bancomat, computer, telefonini sono gli strumenti atti al controllo. E allora, anche un action movie può offrire materia  di riflessione. Il che non è poco.

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