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Gruppo di 'famiglia' in terrazza

Pubblicato da Andrea Maioli Sab, 10/10/2009 - 20:08

Gruppo di intellettuali in un esterno. E’ «La terrazza» di Ettore Scola targato 1980. Ancora un inedito in home video per la collana ‘Italiani da culto’: ovvero il prezioso catalogo della Titanus che 01 Distribution lancia in dvd.

Qui Scola firma una storia corale con episodi che si intrecciano, mentre la cornice-collante è questa terrazza radical-chic dove nel corso di una cena si incrociano giornalisti e sceneggiatori, politici dell’allora Pci, critici frustrati, produttori volgari, attricette e mogli in crisi. Il valzer del generone romano intellettuale tra vizi privati e pubbliche virtù. Più centrato, a nostro  parere, de «La famiglia» con cast stellare: da Gassman a Mastroianni, dalla Sandrelli a Tognazzi, da Serge Reggiani a Trintignant.

Cinema italiano d’autore da recuperare anche nel catalogo Medusa Home Entertainment che sta dedicando un occhio di riguardo alla filmografia di un grande autore troppo presto dimenticato e non ancora del tutto (ri)valutato: Valerio Zurlini. Ultimo titolo uscito è «Cronaca familiare» che nel 1962 conquistò il Leone d’Oro a Venezia («Per la squisita forza evocativa di sentimenti filtrati dalla memoria...»).  Mastroianni scrittore finito male ritorna sui passi della propria vita ricordando il fratello minore (Jacques Perrin) scomparso prematuramente. Tratto da Vasco Pratolini — che partecipò alla sceneggiatura con Mario Missiroli —, un nuovo tassello nella dolente esplorazione familiare avviata con «La ragazza con la valigia». Asciutto e rigoroso, accompagnato da una straordinaria fotografia di Peppino Rotunno che si ispirò ai quadri di Rosai. Sempre di Zurlini, sempre Medusa, un titolo di cui abbiamo già parlato in questa rubrica ma che non ci stanchiamo di consigliare: è il suo penultimo film (1972), «La prima notte di quiete» che assieme all’ultimo «Il deserto dei Tartari» (del 1976, disponibile nel catalogo General Video) forma una sorta di dittico-testamento spirituale di un artista non classificabile. Il primo, ambientato in una Rimini invernale dove la nebbia finisce pr penetrare nell’anima. Il secondo — forse meno ‘perfetto’ —  dove il romanzo di Dino Buzzati diventa lo spunto per un introspezione forse in parte autobiografica.

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