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Quel saggio ragazzo di Italo Bianciotto.

Pubblicato da Maria Cristina Magri Ven, 18/11/2011 - 08:41

Il primo a provarci è stato lui, Italo Bianciotto: piemontese di Villar Perosa, si è innamorato di un TPR. «L'ho preso qui in Fiera undici anni fa» ci spiega «allora i TPR non li attaccava nessuno alla maratona. Anche qui a Verona erano sempre nei box, allora gli ho detto ma tiriamoli fuori 'sti cavalli e adesso mi seguono tutti. Quark è un cavallo generoso, vengo qui con lui da sette anni e ci divertiamo. Per apparigliarlo ho girato mezza Italia, poi un giorno mi è venuto in mente che noi siamo in quattro fratelli a casa e camminiamo tutti allo stesso modo, coi piedi aperti e allora ho provato a cercare tra i suoi fratelli. Ho trovato Penelope a un tiro di schioppo da casa, è  sua sorella da parte di padre e insieme vanno benissimo. Questi cavalli vanno portati in giro per far vedere quello che sanno fare: sono stato con loro a Parigi, al Salon du Cheval e i francesi non credevano ai propri occhi, non pensavano che potessero galoppare in questo modo».

Vedere Bianciotto alle redini della sua pariglia è una esperienza per coronarie forti: Quark e Penelope galoppano a tutta birra su un fazzoletto di spazio, sono agili e leggeri da stupire e sembrano tutto tranne che cavalli pesanti quando spazzano la sabbia stringendo le curve, precisi e potenti sulla musica pimpante di Kusturica in sottofondo. Una delle ultime trovate di Italo è girare attorno al suo groom che, sceso a terra, fa da centro di una strettissima volta. La maratona fa perno sulla ruota interna bloccata, attacco e timone sono piegati al massimo: gli anteriori dei cavalli incrociano elastici come quelli di un PRE, i posteriori opulenti si mettono sotto e sembra che potrebbero spingere via il mondo ma non sbagliano di un millimetro la loro manovra, il tutto ad un ritmo indiavolato. Come si esegue una manovra così complessa? I cavalli devono eseguire due cose differenti nello stesso momento. «A voce naturalmente: prima li metto nell'impulso, poi chiamo per nome ogni cavallo e gli dico quello che deve fare». Semplice, no?

Un'altro obiettivo raggiunto da Italo è stato quello di far debuttare i TPR al Carnevale di Ivrea: che non è solo una battaglia di arance, ma un'accolita di raffinati intenditori di attacchi. Gli equipaggi dei carri ammessi a partecipare alla storica manifestazione sono sempre stati composti da soggetti molto chic - i Gelderland vanno per la maggiore - ma alla prossima edizione ci sarà anche la poderosa quadriglia di Bianciotto. Grazie ad una speciale concessione della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea abbiamo potuto vedere qui a Verona i carri che partecipano alla manifestazione: i finimenti sono particolarissimi, tipici del canavesano e decisamente adatti alla mole dei nostri eroi che tra pochi mesi parteciperanno a quella strana battaglia che ricorda il coraggio della figlia di un mugnaio, e che prevede siano proprio gli amici più cari a prendersi di mira l'un l'altro...ma questa è un'altra storia, e ve la racconteremo presto.

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