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Ritorno alle origini

Pubblicato da Graziella Leporati Mer, 27/07/2011 - 17:36

In un momento e in un mondo in cui tutti rimpiangono il passato fatto di cose buone, di frutta e verdura raccolta e mangiata direttamente sui campi, di pane cotto nella stufa, di prodotti a chilometri zero. In questo contesto, in cui chiunque, appena può, cerca un bosco o un prato in cui camminare e respirare e pieni polmoni lontano dal caos e dalle auto,  può essere  divertente andare il 31 luglio sullo Zoncolan. Un tempo, le donne di  Sutrio (il paese carnico degli artigiani del legno) salivano di prima mattina sullo Zoncolan per sparpagliare nei prati l’erba sfalciata dagli uomini e farla seccare al sole, raccoglierla in alti covoni e  poi riportarla la sera a valle, in pesanti gerle che si caricavano sulle spalle. Un lavoro faticoso, ritmato da canti, che alleggerivano il cuore e rendevano meno dura la fatica, interrotto allo scoccare del mezzogiorno, quando si riparavano all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la "cjacule", il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto, che si portavano da casa.Lavori di un tempo, gesti antichi, che vengono  appunto riproposti  in  "Fasj la mede", ovvero "Facciamo i covoni di fieno". Un invito per una grande festa nei prati, con cibi, musica, balli. Dalla mattina  fino al tardo pomeriggio sullo Zoncolan ( tappa ormai mitica del Giro d’Italia) si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che finiscono di falciare l’erba; le donne in costume che rastrellano il fieno; la composizione (con l’aiuto di tutti) di  altissimi covoni su cui donne e bambini si arrampicano con agilità e possono saltellare divertendosi un sacco.A fare da contorno a "Fasjn de la mede" passeggiate naturalistiche alla scoperta delle erbe di montagna, biciclettate, passeggiate a dorso d'asino, musiche e balli tradizionali attorno ai covoni,  giochi e esibizione di gruppi folkloristici e un originale percorso gastronomico-naturalistico negli stavoli (le caratteristiche baite col tetto a spiovente della Carnia) dello Zoncolan. In ciascuno di essi si degusterà un piatto tradizionale, preparato seguendo le ricette dell’indimenticabile chef Gianni Cosetti: vari tipi di "cialzons" sia dolci che salati," gnocs cu la scuete",  frico con polenta, selvaggina, "polente e luagne", i classici orzo e fagioli, "toc in braide", gnocchi con le susine, "fregoloz cun las erbes". "cjapus cu las frices" senza contare vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco e un particolare the alle erbe carniche. Un sapore di cose perdute che vale la pena di riscoprire. 

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