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La strage in Norvegia

Pubblicato da Graziella Leporati Sab, 23/07/2011 - 13:21

Sono choccata per il massacro in Norvegia. Sono triste per le madri, i padri e le famiglie di quelle 91 vittime uccise dalla follia di uno completamente fuori di testa. Non si può morire così perchè in giro c’è uno a cui gli sono saltati gli ingranaggi in testa. È sempre doloroso dover accettare la morte di una persona che ci è cara, ma quando il decesso avviene in modi come questo comprendo che i familiari possano non farsene una ragione. E ancor meno riesco a capire il killer. Su Facebook si è definito «cristiano, conservatore e anti-islamico”. Ma kissenefrega se ha la fobia di Maometto o se vuol convertire la gente a colpi di crocefisso sui denti. Penso alle mamme di quei ragazzi uccisi in campeggio: per loro non c’è differenza se l’assassino è un seguace di Allah o un fanatico di qualche altra religione o teoria sulla razza umana. È uno che ha distrutto 91 famiglie che non si riprenderanno mai da questo lutto. Non dimenticheranno. Come non hanno dimenticato le famiglie dei morti dell’11 settembre a New York. Sono tragedie che il tempo si limita a lenire, a rendere meno acute, ma che restano nel cuore e nell’animo. Ferite sempre aperte pronte a sanguinare ad ogni ricordo. E tutti noi, d’ora in poi, pensando a quella splendida terra che è la Norvegia ricca di fiordi, avremo sempre il ricordo di queste povere vittime della follia umana. Che poi non sono le uniche della storia degli ultimi anni: purtroppo il terrorismo ci ha messo davanti a molte, troppe immagini di persone dilaniate dalle bombe e dalla violenza dell'uomo.

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